Quante Aziende sono cascate nella “Corsa del Topo” ? Come venirne fuori?

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Già anni fa scrissi un post su questo argomento , che voglio riproporre  in quanto ancora molto attuale .

Molte imprese sia piccole che grandi , ormai da anni   purtroppo o per fortuna, si trovano a fare i conti con i tagli delle spese o meglio, con la rivisitazione delle spese (spending review).

Alcune Aziende , si trovano tardi a revisionare la propria spesa , anche dopo essersi indebitate sino all’inverosimile nella speranza di riacquisire prima o poi fatturato che gli permettesse di continuare a lavorare come facevano  qualche  anno fa .

In realtà l’indebitamento per tante aziende , che fino a qualche tempo  fa  riuscivano ancora ad ottenere finanziamenti, ora, senza l’arrivo dei fatturati sperati,  non riescono più a pagare neanche i debiti creati per andare avanti .

Ormai si sa come le banche hanno chiuso i  cordoni del credito anche a chi, magari sino qualche mese, fa riusciva ad ottenere finanziamenti.

Da quanto ho potuto constatare,  vari imprenditori sia chi ha difficoltà che chi potrebbe ancora chiedere soldi alle banche, sono delusi e “spaventati” dal sistema bancario e preferiscono non indebitarsi o addirittura cambiare il modo di utilizzare i finanziamenti che fino ad oggi ha caratterizzato il loro sistema per andare avanti .

La prassi più diffusa è l’indebitarsi con la banca per smobilizzare le fatture per pagare i debiti correnti , una modalità che in molti casi ha penalizzato le imprese portando l’imprenditore a scivolare in un vortice che non sembra avere più fine o nella “Corsa del Topo ” .

Ma allora quante aziende sono entrate nel circuito della “Corsa del Topo”?

E’ scontato dire che per tante aziende è una consuetudine anticipare tramite riba o anticipo su crediti , tutto  il lavoro fatturato   per poter far fronte alle uscite  finanziarie  spesso anticipate  o non ben pianificate .

Ma questo meccanismo  quando  rischia di incepparsi?

Quando un’azienda riceve insoluti consistenti alcuni dei quali non incasserà mai,  oppure quando una volta utilizzata la liquidità  diminuisce il fatturato  e le banche per i peggioramenti dei rating  stringono i rubinetti del credito .

 

 

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Ma cosa è  questa “ Corsa del Topo“?

 

Ecco la descrizione presa dal libro “Padre Ricco Padre Povero

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“Se si analizza la vita di una persona di media istruzione che lavora molto, individuerete un percorso standard. Nasce un figlio che poi va a scuola. I genitori sono orgogliosi e contenti perché il loro figlio eccelle, prende buoni voti e viene accettato all’università.

Il ragazzo si laurea, magari si iscrive ad un master poi inizia ad agire come previsto: cerca un buon lavoro, punta al posto fisso. Lo trova (come medico, avvocato, ecc.) e fa carriera, oppure si arruola nell’esercito o riesce ad entrare nell’amministrazione pubblica. Di solito comincia a guadagnare bene, gli arriva a casa un gran numero di carte di credito, per cui inizia anche a spendere con una certa profusione, se non lo ha già fatto. Avendo soldi da spendere, il ragazzo frequenta locali dove incontra altri suoi coetanei, dà loro appuntamento poi, forse, si sposa.

Per lui la vita diventa meravigliosa, anche perché oggi lavorano sia gli uomini, sia le donne, avere due redditi in casa è una benedizione. La coppia si sente realizzata, il futuro è radioso e allora decide di comprare casa, un’auto nuova, di andare spesso in vacanza e di avere figli.

Arriva un bel frugoletto, la necessità di contanti è enorme, la coppia felice decide che la carriera è una cosa troppo importante, perciò inizia a faticare di più, a chiedere promozioni e aumenti di paga. L’aumento viene concesso, ma poi arriva un altro erede, da cui la necessità di una casa più ampia. Allora lavorano ancora più duro, diventano impiegati migliori, impegnandosi allo stremo.

Tornano persino sui banchi di scuola per ottimizzare le qualità professionali, sempre con lo scopo di spuntare uno stipendio maggiorato. Uno dei due potrebbe addirittura cercare un secondo lavoro. Il reddito familiare sale ancora, ma cresce anche lo scaglione dell’imponibile fiscale, come la tassa immobiliare sulla casa (più grande) e quella per i servizi sociali, nonché tutte le altre imposte.

Riscuotono una bella busta-paga, ma si chiedono dove spariscono tutti i soldi. Comprano fondi comuni d’investimento e generi alimentari con la carta di credito. I figli cominciano ad avere cinque o sei anni, perciò aumenta il bisogno di risparmiare per mandarli a scuola (fino all’università), oltre a quello di pensare alla pensione.

La coppia felice, nata  35 anni fa , è ormai intrappolata nella Corsa del topo per il resto dei suoi giorni lavorativi.  Lavorano per i proprietari dell’azienda in cui sono impiegati, per le tasse che mantengono lo Stato, per pagare le carte di credito ed estinguere il mutuo immobiliare contratto con la banca.
Intanto ammoniscono i figli a “studiare sodo, prendere ottimi voti e trovare un posto fisso”.

Non imparano niente sul denaro, ma molto su chi si approfitta della loro ingenuità, finendo a faticare come degli schiavi per tutta l’esistenza. Il processo si tramanda alla generazione seguente di “grandi lavoratori”.

Questa è la Corsa del Topo.

Fonte : “Padre Ricco Padre Povero” Robert T. Kiyosaki

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Naturalmente la definizione si riferisce alle persone , qui dobbiamo cercare di ribaltare il tutto all’azienda.

A questo punto serve fermarsi un pò e riflettere e pianificare  finanziariamente  come uscire da questa spirale .  

 

Allora che fare?

 

taglio dei costi-spending-review-controllo-gestione-pianificazione finanziaria

Una delle cose da fare , anche se è semplice da dire ma difficile da fare , è  tagliare le spese e cercare nel proprio interno gli sprechi per avere più liquidità disponibile.

Le aziende si trovano perciò a dover gestire un delicato equilibrio: Il Ridimensionamento con la riduzione dei costi .

Non è facile,  infatti per farlo necessita oltrepassare alcuni diversi scogli:

=>  la pigrizia e la avversione al cambiamento. Anche se le veloci trasformazioni del mondo produttivo rendono superate alcune procedure di lavoro ormai stabilizzate, ci si sente protetti da queste  consuetudini che alla fine sono un forte intralcio al cambiamento;
=>  la complessità del freno alle spese strutturali e la valutazione dell’adeguatezza ed i benefici provenienti dall’ utilizzo di risorse nella struttura aziendale;
 =>  la difficoltà  nel definire un livello “ammissibile” di costi di struttura.
 => la scarsità di cognizione delle tecniche di quantificazione e diminuzione dell’entità di tali costi.

Solo con un criterio sistematico all’analisi al contenimento dei costi di struttura, è possibile indurre risparmi finanziari di breve periodo nonché miglioramenti più duraturi che abbiano influenza  su tutta la struttura dell’impresa.

A mio avviso non serve però solo tagliare i costi fissi , occorre ridimensionare i costi variabili , eliminare al massimo gli sprechi per ottenere da tutta la struttura il massimo dell’efficienza .

E’ chiaro poi che in una revisione e ridimensionamento della struttura occorre avere anche strategie di Business adeguate per lo sviluppo e  mantenimento dei fatturati, accompagnate da una pianificazione economica e finanziaria .

E tu cosa ne pensi ? Lascia il tuo commento

 

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