Richiesta di aumento fidi con garanzie liquide!Come e’ finita? 2^parte

Riprendiamo la seconda parte dell’articolo precedente dove si raccontava della richiesta di aumento fido da parte di una piccola impresa con la possibilità da parte del Titolare di rilasciare garanzie in denaro per l’importo pari a  quanto eventualmente accordato.

 

Sorpresa : La banca gli dice un bel  no , non vuole aumentare il fido anche se garantito da denaro liquido.

Motivazioni: Fatturato  2010 in diminuzione confronto al 2009  , rating peggiorato, crediti non riscossi in aumento,debiti in aumento di pari passo con i crediti.

In sostanza un rallentamento del giro delle attività e un aumento del circolante rapportato al fatturato.

A questo punto l’impresa incassa il no e va all’altra banca con la quale da anni ha rapporti .

Da tenere presente che sino a qualche mese fa era la banca a proporre operazioni di finanziamento al piccolo cliente e non viceversa.

Ma ritornado a noi cosa gli risponde la sua banca storica?

Non conviene  mettere a garanzia i tuoi titoli , ti costa troppo ;conviene  mettere la liquidità nel conto corrente così il rating  ti aumenta e tra qualche mese poi si può rivedere il tutto.”
Il cliente amareggiato nel vedere che nel momento del bisogno gli viene rifiutato un aiuto , farà come ha detto la seconda banca.

Il piccolo imprenditore  dunque copre parte dello scoperto di conto con le proprie forze , ma si è dato un obiettivo che prima non aveva:

Chiudere il prima possibile ogni affidamento di scoperto di conto poiché   anche lui si è accorto che  quando hai bisogno difficilmente trovi supporto  , quindi  il suo scopo è quello di avere il meno possibile bisogno delle Banche.

Chissà se ci riuscirà???

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4 comments

  1. umberto

    Gentile Patrizio, è l’ennesimo esempio della poca professionalità del mondo bancario che non ha la minima idea di come dare servizio all’impresa. Se ci fosse piu’ professionalità le piccole imprese non avrebbero il 100% del debito a breve, con costi piu’ alti, rating che peggiora, possibilità di richiamo e cosi’ via…. Mi è capitato in una liquidazione aziendale di proporre un concordato al 70% del credito a una banca. La risposta è stata picche perchè c’era una ipoteca sul fabbricato. A distanza di 5 anni la banca non riesce a mettere in vendita il fabbricato, le aste sono deserte e devono ancora prendere i soldi…non è stata una grande scelta….

  2. Patrizio Gatti

    ciao Umberto, grazie per il commento . In effetti a volte le BaNche non aiutano i piccoli o vedono situazioni poco sicure nelle piccole imprese e danno i soldi ai grossi che poi spesso gli fanno dei grandi buchi.
    Comunque sono sempre di più gli imprenditori che cominciano a pensare che prima o poi faranno a meno delle Banche .Ma per quanti di loro sarà mai possibile??
    ciao Patrizio

  3. ALESSANDRO

    Sono un consulente finanziario indipendente e dovendo dire la verità a me è capitato un problema esattamente contrario, ossia la banca ben disposta a finanziare l’impresa (una piccola gioielleria di un piccolo comune) storica, nel comune in cui operava, con un bilancio 2008 in utile, 2009 in utile ed un 2010 in utile ma con un piccolo calo, e con un buon rating nonstante il calo. a causa di questa piccola “pecca” – perchè si tratta di un calo del 10 – 20% – il confidi non ha voluto affidare l’impresa chiedendo un ipoteca su un immobile. Mi chiedo cosa stia succedendo nel mondo bancario e finanziario ultimamente.
    C’è qualcuno che riesce a risolvere questo enigma?
    se un confidi non affianca un impresa sana chi può farlo? la stessa banca? ma allora a cosa servono i confidi?

  4. Patrizio Gatti

    Ciao Alessandro , effettivamente anche il tuo caso sembra strano ma effettivamente ormai è difficile ad accedere anche ai Consorzi Fidi soprattutto se rilasciano la garanzia di primo livello.Ti ringrazio per la tua testimonianza .
    Ciao Patrizio

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