Anatocismo! Comunicazione sugli Interessi. E le Banche cadono sempre in piedi !

banche-cadono-sempre-in-piedi-anatocismo-interessi-su-interessi

Insieme all’estratto conto del 30 settembre 2016 i correntisti hanno ricevuto una comunicazione con informazioni riferite alla novità normative relative al nuovo regime dell’articolo 120 del Testo unico bancario (dlgs 385/1993), modificato dall’articolo 17-bis del decreto legge 18/ 2016, che è partito il primo ottobre 2016.

Le domande che mi sono state fatte al ricevimento di tali comunicazioni da alcuni clienti e lettori del blog , sono :

 

Cosa devo fare , devo inviare le comunicazioni ricevute insieme agli estratti conto,  firmate alla Banca, oppure no? Cosa significa tutto questo ?

 

Visto che la scelta può essere molto delicata provo a fare un quadro della questione prendendo spunto da fonti autorevoli .

In queste comunicazioni gli Istituti di credito chiedono al correntista di scegliere se accettare o no l’addebito in conto degli interessi passivi.

Cosa prevede il Decreto legge 18/2016: 

Il decreto legge 18/2016 separa gli interessi dal capitale e stabilisce, in generale, il divieto di interessi su interessi ovvero l’anatocismo .

Infatti , nei rapporti di conto corrente o di conto di pagamento deve essere assicurata, nei confronti dei clienti , la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori, ed in ogni caso non inferiore ad un anno. Gli interessi sono conteggiati il 31 dicembre di ogni anno anno e, in ogni modo, al termine del rapporto per cui sono dovuti.

Gli interessi devono essere conteggiati a parte e il correntista può permettere , l’addebito degli interessi sul conto al momento in cui questi diventano esigibili : in questo caso la somma addebitata diventa capitale e, quindi, genererà nuovi interessi.
Perciò se il cliente darà il suo consenso , lui stesso avrà  dato il via libera  all’anatocismo.

Cosa succede per chi ha un conto corrente affidato?

Per le aperture di credito regolate in conto corrente e in conto di pagamento è consentito che il cliente e la banca possano pattuire, anche preventivamente, l’addebito degli interessi sul conto al momento in cui questi divengono esigibili (1° marzo o data della chiusura del rapporto).

Questo significa che una clausola del contratto autorizza la banca a mettere in conto l’addebito per interessi; per legge, dunque, questo importo negativo, ad esempio, può essere conteggiato a valere sul fido accordato al cliente , e cioè il saldo negativo capitale del conto aumenta e questo con conseguente produzione di interessi su quanto utilizzato per estinguere il debito da interessi (e cioè anatocismo).

In questo caso la somma addebitata è considerata sorte capitale.

Ma è oggettivo che l’autorizzazione all’addebito in conto rappresenta il lasciapassare per l’applicazione di interessi anatocistici.

(Fonte : “Fine dell’anatocismo? Macché –  di Antonio Ciccia Messina  ItaliaOggi  Numero 193 pag. 26 del 13/08/2016)

 

 

 

anatocismo-interessi-su-interessi-cosa-fare-con-la-banca

 

 

E  i Correntisti con il saldo in negativo cosa dovrebbero fare ?

Per i correntisti che hanno il saldo in negativo , potrebbe essere utile non firmare l’autorizzazione inviata dalla banca , poiché una volta firmata, la banca è legittimata ad applicare l’anatocismo.

Se il cliente non rilascia l’autorizzazione, la banca può compensarli legalmente con eventuali disponibilità presenti su conti correnti attivi.

Se il conto è in rosso anche se il cliente non ha raggiunto il limite massimo di utilizzo del fido la banca non può procedere con la compensazione legale, differentemente si produrrebbero ancora interessi su interessi.  (Fonte :Confcommercio Ascom Imola )

Ma quali sono le conseguenze se si pagano gli interessi oppure no?

  • se il cliente li paga, la vicenda si chiude e gli interessi corrispettivi continuano a essere calcolati sul solo capitale;
  • se il cliente ne autorizza o ne ha autorizzato l’addebito in conto (si tratta di un’autorizzazione revocabile in qualsiasi momento), necessariamente, per effetto dell’addebito, si “trasformano” in capitale e, quindi, da quel momento, gli interessi corrispettivi devono essere calcolati su un importo rappresentato dalla somma del capitale finanziato con gli interessi divenuti capitale per effetto dell’avvenuto loro addebito in conto;
  • se il cliente non li paga e non ne autorizza l’addebito in conto, il rapporto tra banca e cliente entra nell’inadempimento e, perciò, si determina il presupposto per l’applicazione degli interessi moratori. (Fonte : “Anatocismo, da domani in vigore le nuove regole”www.ilsole24ore.com )

 

Infatti c’è la dichiarazione del principio generale per cui gli interessi debitori maturati non possono produrre interessi, salvo quelli di mora.

Quindi laddove non viene fatta compensazione, se il cliente non paga gli interessi passivi entro 60 giorni da quando la banca ne darà evidenza , il 1° marzo, recuperando altrove le risorse finanziarie, l’Istituto di Credito potrà dare il via a procedura di messa in mora verso il correntista.

 

In pratica cosa cambia? Gli effetti  di questo decreto legge sono meglio o peggio per i clienti bancari?

 

 

correntista-deve-scegliere-clausola-decreto18-2016-addebito-interessi-banca-anatosicmo

 

In pratica solo chi riesce a pagare regolarmente gli interessi evidenziati dal 01 marzo,  avrà il beneficio di non vedersi applicato anatocismo o interessi di mora .

Altrimenti si può dire che l’anatocismo è un po’ come se uscisse dalla porta per rientrare dalla finestra , perché se il cliente firma e autorizza la banca ad addebitare gli interessi  in conto , di fatto, come abbiamo visto, permette alla banca di applicare  anatocismo.

Se invece il correntista non riesce a pagare nei termini prestabiliti si ritroverà interessi di mora oltre al fatto che possono partire nei suoi confronti le eventuali azioni giudiziaria per il recupero degli interessi .

 

In conclusione,  chi cade sempre in piedi è purtroppo sempre il  Sistema Bancario.

 

Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai Feed RSS

E tu cosa ne pensi ? Lascia il tuo commento

 

 

============================================================================================


Ti è interessato questo articolo?

 

 
Ricevi i continui aggiornamenti sulla gestione aziendale  Iscrivendoti gratuitamente alla nostra Newsletter

Iscriviti subito e ricevi un  Omaggio

 
 
 
Ogni e-mail di aggiornamento conterrà un link da cui potrai cancellarti con un solo click.(Vedi le condizioni sulla Privacy )
Consenso al trattamento dei dati personali e sensibili ai sensi del T.U. Privacy (D.Lgs. 196/03).
 
 

============================================================================================

 

 

Clicca su “mi piace per entrare nella pagina Facebook :”Controllo di Gestione Turbo”

 

Diventa Fan su Facebook alla ns. pagina “Mondo d’impresa “

Share

6 comments

  1. alessia

    Semplice e molto chiaro come sempre sig Gatti.
    Il problema che io ho deciso di non firmare l’autorizzazione di addebito in c/c. La banca mi ha risposto che avendo il c/c affidato se non firmo mi bloccano l’operatività del conto perchè “utilizzo” i soldi della banca.
    Il commercialista mi dice l’esatto contrario ovvero che io ho ragione a nn firmare, la banca ti dice ” se non firmi il conto è bloccato. Dato che sono una cocciuta, ho chiesto che mi facessero vedere la clausola che c’è nella lettera che hanno inviato ( e volutamente gli ho detto che, chi l’ha scritta è uno che non vuole far capire un tubo) dove dicono che, se nn firmi i conti sono fermi.

  2. Patrizio Gatti

    Grazie Alessia per ciò che hai scritto. Sono d’accordo con il Tuo commercialista che ti ha detto che hai fatto bene a non firmare. Mi sembra strano e prepotente il comportamento della banca . Se non riesci a pagare nel marzo 2017 gli interessi allora la Tua banca può applicarti interessi di mora e fare azione legale ma fino ad allora come può permettersi di bloccarti l’operatività solo per il fatto di non accettare di legalizzare l’anatocismo ?
    Fammi sapere se vuoi come va a finire .
    Ciao Patrizio

  3. alessia

    Guardi sig Gatti,
    Mi sto informando un po’ in giro e pare che sia il comportamento “standard” che le banche stanno attuando con chi ha conto con affidamento. tenga conto che nella filiale dove ho il c/c sono l’unica che è andata a chiedere esprimendomi in merito in maniera chiara sul NO
    I casi sono 2: o si trovano i soldi per chiudere i fidi, estinguere i conti e fargli un mazzo tanto, ma per ora stanno attuando la pratica che contatteranno tutti i clienti per fargli firmare l’addebito oppure firmare e cercare di accantonare i soldi x giungere alla chiusura degli affidamenti.
    Mi piacerebbe che banca d’Italia si esprimesse e facesse dei controlli in merito ma credo che non succede nulla.. perdoni l’amara battuta ( ce lo chiede l’Europa ci si deve adeguare)

  4. Patrizio Gatti

    Alessia , grazie per la testimonianza di ciò che sta accadendo , la cosa è stata presa sotto gamba perchè non viene pubblicizzata adeguatamente , come tutte le cose che vanno a favore delle Banche. Il comportamento che stanno attuando mi sembra scorretto , a meno che non mi dimostrano il contrario. Purtroppo chi è a debito e si sentirà debole nei confronti della Banca accetterà ciò che gli dice l’Istituto.
    Tienimi informato se vuoi degli sviluppi , penso che siano molto utili sia per me che i lettori del blog. grazie

    Patrizio Gatti

  5. alberto

    Ciao Patrizio,
    ho trovato il tuo post molto utile e chiaro.
    Lavoriamo con due banche, una ci ha inviato i moduli da firmare l’altra no.
    Non abbiamo firmato, ora vedremo se avanzeranno delle pretese o pressioni,
    nel caso avremo le idee chiare su cosa rispondere.
    Grazie per l’aiuto !
    Alberto

  6. Patrizio Gatti

    Grazie Alberto, staremo a vedere quali saranno le prossime mosse delle Banche . Grazie per aver letto e per il commento. Ciao Patrizio

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I link nei commenti potrebbero essere liberi dal nofollow.