Budget di cassa:guadagno ma non ho liquidita’,come mai?

Una delle domande che più frequentemente mi sento fare  è:
“Come mai  in azienda ho  guadagno ma non ho liquidità ? “



La risposta  a volte sembra scontata e logica per chi lavora nel settore amministrativo o nel controllo gestionale  , ma non lo è così tanto per chi è abituato a stare sul campo  , ad innovare,  sudare  e rischiare per portare  a casa dei risultati che spesso non vede  , ovvero all’imprenditore .

Il guadagno che proviene dal bilancio è totalmente “nominale” e sarà tale fino a quando  non ci saranno gli incassi.

Quindi nell’impresa i flussi finanziari (entrate ed uscite) sono la concretizzazione del risultato delle vendite.

Basta pensare ad una impresa che abbia venduto le sue merci o servizi a credito e non abbia incassato ed ha ottenuto un risultato economico positivo. Grazie a questa situazione ,in più si troverà da pagare le tasse e non ha il denaro in cassa .

Il controllo dei movimenti monetari dunque si rende importante per capire le dinamiche finanziarie ed anticiparle .

Questa è una funzione che dovrebbe essere gestita direttamente in azienda dal responsabile finanziario e non dovrebbe essere casuale ma dovrebbe diventare una procedura di pianificazione e controllo da attuare  periodicamente .

Il Budget di cassa può rappresentare uno dei documenti principali del processo di pianificazione delle disponibilità monetarie.

Tra le voci principali oltre ai saldi bancari al momento in cui si decide da far iniziare la elaborazione , occorre inserire:
• gli incassi in funzione delle vendite e delle condizioni di scadenza concesse, tenendo conto dei crediti precedenti ancora da scadere o già scaduti
• i debiti verso i fornitori per i pagamenti relativi agli acquisti a seconda delle tempistiche di dilazione concordate , tenendo presente i debiti già esistenti

• le scadenze previste o stimate di tutti gli altri pagamenti
( retribuzioni personale, rate da pagare finanziamenti, tasse)

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7 comments

  1. Giuseppe Merola

    Sono un commercialista e mi occupo anche di controllo di gestione per un azienda grafica con 15 dipendenti. E’ estremamente difficile calarsi nella fattispecie di una singola azienda oltre che estremamente difficile far capire questi concetti, qui da Voi ben espressi, anche ai proprietari.
    Inoltre sono anche componente dell’OIV del mio Comune di Residenza è per questo sto cercando di addendrarmi in questo particolare settore, in cui è molto difficile dare risposte e elaborare REPORT effettivamente rispondendi alla realtà ed utili. Grazie e saluti aspetterò le Vs. newsletters.

  2. Patrizio Gatti

    Ciao Giuseppe grazie per il commento .
    Ho visitato il tuo blog , mi sembrano argomenti molto interessanti.
    Quando vuoi sei il benvenuto su questo blog, il parere di un esperto può essere molto importante sia per me che per i nostri amici lettori.
    Ciao Patrizio

  3. Pingback: Controllo economico-finanziario dell’azienda.Come non perderlo di vista!!! | Plan Consulting di Patrizio Gatti

  4. alessia

    Purtroppo quello che dite è in linea corretto: peccato che applicarlo non è così semplice.
    La mia attività di vendita ferramenta è in attivo su bilancio, sto “al pelo” con le registrazioni di entrate-uscite: peccato che però il “saldo in banca” è sempre accompagnato da quel maledetto trattino meno sul davanti!

    Per ridurre i costi ho anche agito sugli ordini: ho limitato al minimo le scorte ( sono arrivata perfino a muovermi quasi sul venduto!!!), ho tagliato i costi di trasporto ( prima lasciavo che il fornitore mi addebitasse il trasporto in fattura, dandomi degli importi non indifferenti: faccio un esempio su 100 eur di materiale il fornitore mi addebitava 11.90+ iva, mentre con il sistema del corriere on line pago 7 euro iva inclusa per la stessa scatola.
    Ho anche investito 3.000 euro nel sito internet:sono passata da un sito statico ad uno dinamico con l’e-commerce: è da giugno che l’ho messo in rete e ho inserito 303 articoli con tutte le varianti del caso: da giugno a oggi nemmeno 1 ordine.
    Ho anche da 1 anno un negozio piccolo su ebay sempre per la vendita on line. Tutte queste azioni per cercare di riuscire ad ottenere non ” i miliardi” ma maggiori introiti che purtroppo sono modesti per migliorare la liquidità, che grazie anche a questa crisi,ha aggravato notevolmente le difficoltà

  5. Patrizio Gatti

    Ciao Alessia , grazie per il tuo commento con il quale ci racconti la tua esperienza. Credo che tu ti sei mossa in tutte le direzioni economiche , probabile che se hai i conti correnti in rosso (cosa comune a moltissimi commercianti ) potrebbe essere dovuto ad un non adeguato finanziamento inziale .Effettivamente anche il costo che hai sostenuto per il sito è notevole , probabilmente occorre trovare le giuste strategie per farlo funzionare . Puoi comunque cercare vari articoli in questo blog che parlano della liquidità aziendale e del magazzino .
    E’ chiaro che in un blog , dare un vero e proprio parere non è così facile, comunque direi di persistere anche sul commercio online. Eventualmente fammi sapere puoi anche contattarmi per e mail.
    ciao Patrizio Gatti

  6. alessia

    Buongiorno sig Gatti,
    Posso dirle che dall’ultimo commento che le ho lasciato, il sito ha cominciato a camminare: hanno iniziato ad arrivare i primi 3 ordini ( l’importo era di 70 euro complessivamente), che
    in sè era proprio piccolo, ma proporzionato ai mesi di lavoro che ci sto mettendo per farlo funzionare è stato un buon inizio. Purtroppo con l’acquirsi della crisi c’è stata una ulteriore battuta d’arresto, venendo a mancare gli ordini on line: ho agito sui motori di ricerca con iscrizione gratuita per pubblicizzare il sito, ho anche notato che lavorando su volantinaggio in zona dell’attività qualche risultato positivo si può ottenere. Piccoli risultati in termini economici che spero solo nel lungo periodo vadano meglio. Grazie per i preziosi consigli che fornisce

  7. Patrizio Gatti

    grazie Alessia sono sicuro che il tuo impegno sarà premiato.

    PS. Dammi pure del tu . ciao Patrizio

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