Controllo di Gestione Aziendale:Il sistema dovrebbe motivare anche i collaboratori !!!

“Non possiamo avere successo se insistiamo con l’usare i tradizionali sistemi gestionali basati sui momenti del comando e del controllo , in cui molte migliaia di persone credono che il loro unico compito sia fare solo ciò che viene detto loro “
Paul H.O’Neill , Presidente dell’Alcoa
team-controllo-gestione-aziendale-gruppo-organizzazione

Mentre   stavo rileggendo “ Il Controllo di Gestione  Kenneth A. Merchant .Angelo Riccaboni –MC GRAW HILL” dal quale ho preso la frase sopra , mi risalta agli occhi anche il concetto che:
”L’aspetto cruciale di ogni sistema di controllo riguarda i suoi effetti sul comportamento…..Il sistema ha bisogno di essere progettato in modo che assista , guidi e motivi  il management a prendere decisioni e ad agire in maniera coerente agli obiettivi finali dell’organizzazione.”
Bene..,  io aggiungerei che il sistema di controllo dovrebbe  motivare anche i collaboratori .
Difficilmente un’azienda con dipendenti  , oggi può pensare di durare sul mercato operando con dei collaboratori scontenti.

Occorre  saper puntare al riconoscimento del  compito svolto e alla realizzazione dei collaboratori .
Un addetto contento del proprio lavoro è molto più convincente e coinvolgente.

I dipendenti, inoltre dovrebbero avere una buona conoscenza degli obiettivi dell’azienda  .

Gli obiettivi è bene che vengano comunicati  ,in tutte le aziende ,al di là  dalle dimensioni  .

Dovrebbe essere data molta importanza alla comunicazione interna , perché se funzionano bene i  meccanismi del rapporto interpersonale ci sono più possibilità che il tutto proceda  per il meglio .

Il sistema di controllo deve quindi partire dalla volontà della Direzione .

E per concludere questi brevi riflessioni prendo  una parte da un Articolo

“ Il lavoro di squadra come forma di consapevolezza” di Vittorio Donati-  n°5 -2006 L’’IMPRESA –

Rivista Italiana di Management –Libri Scheiwiller Periodici-


“Se vogliamo smitizzare almeno un po’ il concetto per cui molti movimenti, molti cambiamenti culturali e molte iniziative hanno successo se nascono dal basso , va detto onestamente che se non c’è un approccio top down , cioè dal vertice alla base , che trasmetta il senso , la convinzione , la capacità di gestire un lavoro di squadra è inutile lo sforzo volontaristico delle persone . La squadra  e il lavoro di squadra devono nascere perché il capo lo vuole ,altrimenti  è un’ impresa difficile , destinata all’insuccesso nella misura in cui è affidata allo “sponataneismo “ ,alla sola volontà delle persone.”



Fammi sapere il tuo parere ,mi farebbe piacere, lascia il tuo commento .

Ciao Patrizio Gatti

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2 comments

  1. Gian Piero Turletti

    E’ quello che ho sempre pensato:
    dirigere, controllare, comunicare gli obiettivi e condividere.
    Solo comandare, dirigere, non basta, per motivare le persone.

    Del resto, non so se solitamente si faccia caso al fatto che il termine motivare trae origine da motivazione, che vuol dire motivo, ragione.
    Quindi, motivare significa indicare non solo cosa si deve fare, ma anche perchè fare così, a cosa serve, verso quali obiettivi ci si diriga.

    Motivare, quindi, come spinta ad agire verso gli obiettivi, convincendo i collaboratori dell’utilità della loro azione.

    Diversamente, è come dire ad una persona: fai così solo perchè te lo dico io, e giustamente quella persona potrebbe pensare: ok, faccio così perchè lo devo fare, ma senza capire il perchè, cioè sarebbe una persona demotivata.

  2. Pingback: Break Even Point- Sempre di moda nelle aziende??? | Crescita Attiva

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