Grossi insoluti: Attenzione a finanziare il mancato incasso con i fatturati correnti!

Un’azienda artigiana con fatturato medio annuo di 1 milione di euro ha sempre navigato in buone acque , il bilancio ha sempre prodotto un utile adeguato per le esigenze dei soci.

Nel 2009 ha ricevuto un insoluto di circa 180.000 euro per il fallimento di un cliente.

Gli insoluti arrivavano in maniera graduale,  l’azienda ha sofferto,  ha allungato i debiti verso i fornitori ed è sempre andata avanti con gli anticipi su sbf , cioè tutto il fatturato mensile veniva anticipato per coprire debiti vecchi.


Io ho fatto questa osservazione al titolare nei primi mesi del 2010:
Con i margini attuali a meno che tu non fai in modo di aumentarli e anche di tanto , non puoi riuscire a coprire in tempi brevi il grosso insoluto , ci vorranno anni , oppure dovrai cercare di prendere un finanziamento a lungo termine che ti permetta di dilazionare questo grosso buco finanziario a meno che tu non vuoi finanziare direttamente la tua impresa” .

Il titolare mi ha risposto che lui di debiti a lungo con la banca non ne vuole fare e di capitali da immettere nell’azienda non ne ha.

La piccola impresa  è andata avanti sino ad oggi poiché continuava ad avere un buon fatturato. Dal mese di luglio 2011 l’azienda ha diminuito drasticamente il fatturato quindi di conseguenza gli anticipi per ri.ba .

Nell’ottobre 2011 sono stato richiamato per cercare di aiutare il titolare a risolvere la situazione.

Gli ho ridetto le solite cose ed in presenza del suo commercialista, gli ho anche aggiunto che dovrebbe ridurre al minimo i costi fissi e migliorare gli acquisti sui materiali comperati . Comunque ,anche se fa queste azioni nel breve, la situazione non si risolve se non con entrata immediata di denaro.

Il principale dell’impresa a questo punto si è accorto che forse se dava retta ai consigli del 2010 la sua impresa non si troverebbe a rischiare il tracollo, e nonostante ciò, non vuole fare finanziamenti .

Comunque in seguito all’incontro con il fiscalista è stato deciso dal titolare di fare una ristrutturazione dell’organizzazione, ed ha deciso di rivalutare con un business plan la reale potenzialità futura dell’azienda , prima di arrivare alla malaugurata ipotesi di un concordato preventivo.

Forse la vera motivazione reale è che il Titolare dell’impresa si è scoraggiato e non intravede nel suo mercato un futuro roseo come poteva essere qualche anno fa.

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