Il business plan conta DAVVERO qualcosa per le richieste di Finanziamento bancario?

Ma il business plan serve Veramente a qualcosa per le richieste di credito bancario?

 

Negli ultimi periodi , nonostante il credit crunch , ho visto un interesse sempre maggiore per i piani di impresa . Naturalmente devon essere ben fatti .

Come ormai bene si sa, per il conteggio del rating che determina la possibilità di accesso al credito, il business plan purtroppo conta ancora poco .

Però quando la pratica di richiesta finanziamento si presenta debole, per vari motivi quali per esempio sottocapitalizzazione, redditi bassi, indici di bilancio non del tutto positivi, o poche garanzie , avere un business plan ,magari confortato da ordini di clienti importanti,può fare la differenza tra un Si o un No.

Eppure non tutti gli addetti ai lavori erano favorevoli all’utilizzo delle valutazioni delle pratiche con i business plan.

Ricordo nel 2007  venne da me una giovane imprenditrice  per aprire un negozio di abbigliamento sportivo, ed io le  feci un business plan dettagliato con indici e grafici e con una relazione con la quale si spiegava il futuro dell’impresa , l’investimento che doveva essere fatto ,come venivano impiegati gli eventuali fondi  presi in prestito ed in che modo e tempi l’azienda avrebbe raggiunto il punto di pareggio economico e anche finanziario .

Era un bel lavoro eseguito con con l’ausilio del software Top Value .

La  futura imprenditrice ne era entusiasta. Sapevamo che la posizione a causa delle poche garanzie era un po’ debole ma la Giovane andava presso l’Istituto di Credito presso il quale era storicamente correntista su basi attive ,perchè voleva sapere la disponibilità della Banca a concederle un finanziamento.

Con tante speranze e poche garanzie la giovane andò in banca dal Direttore . Egli le chiese  i redditi del marito , se aveva la casa di proprietà, se i suoi genitori potevano garantire ,se poteva pensare ad un mutuo ipotecario che ricomprendesse il suo mutuo già esistente sulla casa oltre che l’importo necessario per l’allestimento della sua attività.

Egli, probabilmente non educato bene alla lettura dei business plan, prese il Piano di impresa , senza neppure aprirlo , lo mise sulla sua destra della scrivania.

La mia cliente naturalmente rimase male del trattamento ricevuto ,anche se il funzionario addetto ai fidi , incaricato dal Direttore la rassicurò dicendole che avrebbe visto Lui il da farsi ed il business plan .

La giovane  uscita dalla Banca,decise subito di provare un’altra strada con un altro Istituto Bancario.

Col solito business plan che fu considerato molto  buono , la piccola imprenditrice ottenne il finanziamento per aprire la sua attività.

Da quell’episodio mi convinsi che veramente in pochi funzionari davano importanza al futuro scritto nei piani di impresa.

Negli ultimi tempi però ho notato che di solito i piani di impresa vengono analizzati sia dai consorzi fidi che dalle banche .

Viene data molta importanza alle ordinazioni dei clienti soprattutto se sono coadiuvati da contratti.

Infatti per un’azienda, presentare una richiesta minuziosa con un buon piano di sviluppo potrebbe essere l’arma vincente per un risultato positivo dell’istruttoria del finanziamento.

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