L’imprenditore e la sua vocazione naturale: Sempre attuale la Citazione di Luigi Einaudi …

Sempre attualissima la citazione di Luigi Einaudi.  Anzi ancora di più lo è diventata con l’avvento della crisi e delle problematiche che sono state create anche dal mondo bancario  che con  un vero e proprio credit crunch ha contribuito a far affondare quelle imprese che già erano in difficoltà o si sono trovate in condizione di faticare .

…migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente con altri impieghi.

Luigi Einaudi   Ex Presidente della Repubblica Italiana   (maggio 1948 – maggio 1955)

Credo che la citazione che trovo bellissima, dica molte cose . Non aggiungerei altro!!!

 

Lascio a Te  ogni commento !!!  🙂

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3 comments

  1. Alessia

    Sicuramente la citazione è molto bella e fa riflettere sopratutto in questi tempi.
    C’è in particolar modo la frase ” migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli”, che porta a fare una considerazione amara: oggi oltre alla crisi economica, lo stesso Stato fa di tutto per scoraggiarti a fare impresa ( burocrazia, studi di settore che “certificano” se sei evasore o no, tasse e imposte assurde, ecc).
    Mi pesa doverlo ammettere ma 13 anni fa quando ho iniziato a 18 anni a lavorare per conto mio, non aspiravo al “macchinone” o alla villa al mare, ma solo avere un’impresa che mi permettesse di vivere dignitosamente, poterla far crescere per avere la possibilità di fare progetti per il futuro sia lavorativo che privato ( cosa che non puoi fare se non “vivere” alla giornata).
    Oggi come oggi viene solo voglia di prendere le chiavi, chiudere e mandare a quel paese tutto.
    E’ forse il “senso del dovere” verso chi ti ha dato fiducia, e per la dignità verso me stessa,la voglia di combattere questo sistema di “palta” che mi fa continuare…. però è veramente durissima!

  2. Patrizio Gatti

    ciao Alessia ottima considerazione , è proprio ciò che immaginavo ,parlo con tanti imprenditori e spesso le tue parole sono simili alle loro. E’ l’orgoglio e la passione che li fa andare avanti in molte situazioni .
    Grazie per il tuo commento ciao Patrizio

  3. Stefano

    … ma come si fa ad andare avanti se il primo concorrente dell’imprenditore è lo stato (volutamente minuscolo), che da sempre paga meglio i dipendenti e pretende da loro sempre meno!
    Proprio oggi, 29.01.2015, in radio24: il 2014 ha visto gli stipendi crescere solo dell’1,qualcosa … una situazione che ci riporta agli anni ’70.
    Però a nessun commentatore è venuto in mente che le imprese e il paese intero è i recessione (meno 1,qualcosa): perché gli stipendi dovrebbero dunque aumentare? qual’è il principio sottostante?
    Dovremmo forse ricordare la “lotta di classe” … questa volta al contrario? … ma come si fa a farla al contrario se lo stato (ancora minuscolo), paga già meglio di tutte le aziende, non chiede nulla a nessuno e addirittura consente di fare carriera per “anzianità”. E paga gli stipendi con i soldi della gente che no lavora per lo stato (in piccolo)
    Nel privato potrebbe mai accadere? Le aziende private potrebbero pagare gli stipendi con i soldi dello stato?
    … può sembrare una contraddizione i termini, ma bisogna pur cercare una simmetria nelle cose!
    Magistratura “docet” (per la carriera ed anche molto altro! … possibile mai che un magistrato si veda assegnare dei giudizi e poi “si dimentica” che a una certa scadenza c’è la prescrizione … e non debba pagare la dimenticanza?

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