Meno tasse su lavoro e PMI ! Forse il sogno di tanti?

In questo blog non si parla di politica , però si può parlare di tutto ciò che riguarda l’impresa quindi riprendo un breve articolo pubblicato sul sito di CONFAPI   con le parole del suo Presidente

 

 

«L’Italia si ispiri a Piano USA: meno tasse su lavoro e PMI»


«La ripresa economica la possono costruire solo i lavoratori e le imprese: da questa consapevolezza bisogna partire per elaborare gli interventi per uscire dalla stagnazione. Perciò, l’idea di Barack Obama di dimezzare le tasse sulle PMI e sui loro dipendenti può davvero rappresentare una svolta per superare questo momento buio», queste le parole di Paolo Galassi, Presidente di Confapi (120 mila PMI associate). «La nostra Finanziaria, sebbene sia scaturita quasi sotto la “dettatura” della BCE, non convince fino in fondo perché poco proiettata sul futuro del Paese. Sarebbe stata accettabile anche una manovra più pesante, se avesse avuto come fine il rilancio economico. E’ la bassa crescita il problema, pareggiare il bilancio e non fare nulla per crescere ci farà trovare sempre allo stesso punto di partenza, mentre il resto del mondo va avanti».

«Oltretutto – aggiunge Galassi – l’aumento dell’Iva porterà conseguenze negative sui consumi, già al palo, rischiando di far pagare un conto troppo pesante agli italiani e alle imprese che producono. Non dimentichiamo che l’Iva maggiorata si va a sommare ai rialzi delle materie prime, che a loro volta stanno “surriscaldando” l’inflazione»

«Infine, sebbene la lotta all’evasione fiscale sia sicuramente positiva, non si può puntare troppo su questo fattore per coprire il deficit dello Stato. Perché non siamo tutti evasori fiscali, la maggior parte degli italiani è gente onesta che paga le tasse fino all’ultimo centesimo».

Io condivido ciò che dice il Presidente  sperando che le sue parole visto che rappresenta circa 120.000 imprese e circa 2.300.000 lavoratori possan essere ascoltate .

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4 comments

  1. Pingback: > Colpo all’Italia da parte dell’agenzia di rating Standard and Poor’s! E per le Imprese? « La strategia della Cipolla

  2. alessia

    Purtroppo, e ripeto purtroppo la politica in questa situazione è totalmente latitante. Non sanno che “pesci pigliare” e continuano ad inventarsi imposte per finanziare i capricci di turno del politico o per tappare i buchi di bilancio per finanziare progetti di sviluppo che mai decollano.
    Troppo facile dire che la ripresa economica debba essere a opera solo degli imprenditori e dei lavoratori, la politica deve fare comunque la sua parte.
    Abbiamo i “crateri nel bilancio pubblico” ( perchè definirli buchi è veramente riduttivo)! Perfetto: tagli immediati ai costi della politica ( non è possibile nascondersi dietro un dito come il ministro Tremonti nel dire che sono solo una goccia nel mare i costi dell’apparato pubblico, e che ci vogliono leggi costituzionali dagli iter lunghi. La storia del nostro Paese recente e non , ha dimostrato che la politica è ben capace di fare leggi anche nel giro di pochissimi giorni).
    La ripresa economica in Italia ci potrà essere solo nel momento in cui si trancia la burocrazia in maniera netta, il costo del lavoro viene drasticamente abbassato ( non dico di arrivare agli eccessi dei paesi emergenti: per me sarebbe una cosa giusta che, al lavoratore si desse l’importo lordo della busta paga e si pagasse tutti gli oneri che ci vanno attorno ( inps,inail e altri), in modo tale che la piccola azienda venga sollevata da oneri ( un consulente del lavoro costa un patrimonio!!!), rischi, ecc.
    Ri avere il lavoro produttivo: oramai passiamo più o meno metà della giornata a produrre “carta” per lo stato, per i vari enti, ecc.

  3. Patrizio Gatti

    Ciao Alessia grazie per il tuo commento. In effetti anche come darti torto? Si potevano tagliare i costi della politica o comunque controllare gli sprechi e invece si è aumentato l’IVA così in tanti trovano la scusa dell’IVA per aumentare ingiustificatamente i prezzi .

    E’ anche vero che se non si detassano un i costi dei dipendenti è difficile per tante imprese riprendere fiato.

    ciao grazie Patrizio

  4. alessia

    Aggiungo anche un’altra cosa: entro il 29 novembre bisogna comunicare al registo delle Imprese la propria casella pec PENA sanzioni da 200 euro a 2.000 euro ( qui siamo i numeri uno per le sanzioni!!!), tramite la Comunicazione Unica
    Bene, ho chiesto al commercialista se se ne occupava lui, e mi ha detto che si appoggia ad uno studio esterno ( costo dell’operazione non meno di 100-150 euro).
    Ho cercato di collegarmi al sito del registro delle Imprese, e ho provato a scaricare il programma, compilare i moduli, risultato= non ci sono riuscita perchè mi manca la firma digitale che utilizzando il software a disposizione dal registro unico delle Imprese non lo supporta!!!!
    Sono anche queste inezie che ti mandano in bestia, perdi un sacco di tempo e servono solo a foraggiare carta e burocrazia, aumentano i costi dei professionisti e si continua a sgobbare 8 chi ha lavoro) per pagare tutti questi “improduttivi”.
    Anzichè mettere in piedi la Comunicazione Unica per via telematica, non era più semplice dire alle imprese coinvolte da questo provvedimento: tramite la vostra casella pec, vi collegate alla CCIAA e comunicate il vostro indirizzo. Poi se ne occupa la CCIAA di effettuare il caricamento degli indirizzi. Saremmo ulteriormente tutelati perchè avremmo anche la ricevuta della PEC che la comunicazione è stata fatta in tempo utile!
    Troppo semplice ed economico? Purtroppo sì, perchè altrimenti tutte le società che si occupano di questi servizi non esisterebbero!

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