Troppi prodotti in magazzino: Miglioramento Utili, Vendite assicurate o Diminuzione di Liquidita’ ?

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Prendo spunto da un’articolo pubblicato anni fa per riprendere una tematica sempre attuale.  Gli effetti della sovrapproduzione sulla liquidità e sulla gestione aziendale.

Un’azienda di produzione con circa 40 dipendenti mi ha incaricato di effettuare una analisi di bilancio con il calcolo dello scoring finanziario .

Da anni l’azienda produce una certa quantità di componenti ed ha sempre avuto i magazzini con un numero sufficiente di prodotti per soddisfare nel più breve tempo possibile le esigenze della clientela.

All’azienda non è mancato nel tempo un buon utile che ha permesso negli anni di creare un congruo capitale netto aziendale.

Nell’ultimo anno tuttavia c’è stato un guadagno in parte dovuto ad un aumento sproporzionato della produzione di prodotti che giacciono in magazzino.

Purtroppo il responsabile dell’officina senza essere fermato dalla Direzione , continuava a far produrre con la massima efficienza, prodotti finiti, con la speranza che prima o poi le vendite ritornassero come qualche tempo prima.

In pratica l’impresa acquistava materie prime, il personale produceva a tutto spiano, nonostante il mercato si era fermato.

 

Il risultato ?

 

Aumento del capitale circolante netto operativo, con conseguente diminuzione di liquidità , incremento dell’indebitamento verso fornitori e verso banche. Utili netti dovuti alle rimanenze , quindi pagamento tasse grazie agli utili dovuti ai materiali per i lavorati che rimangono in magazzino a lungo tempo.

 

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Con l’analisi economica finanziaria degli ultimi 3 anni , si è riscontrato un peggioramento del punteggio (scoring) finanziario risultato sufficiente, ma gli anni precedenti era molto buono .

Negli ultimi tre anni infatti , prendendo come paragone la scala tipo Standard & Poors , l’impresa ha ottenuto nel terz’ultimo anno A+ (alta affidabilità creditizia) , nel penultimo A- ( discreta affidabilità creditizia), mentre nell’ultimo anno BB+ (sufficiente attendibilità creditizia) .

Storicamente l’azienda aveva avuto sempre indici di bilancio buoni quali il Debt Equity Ratio tra l’1 e il 2 il che significava che il rapporto tra indebitamento e capitale proprio era molto buono, così come e la leva finanziaria positiva che è la differenza tra ROI e ROD (costo medio delle fonti di finanziamento esterne).

Questo confronto è basilare per decidere la convenienza o meno a sovvenzionare gli investimenti con finanziamenti esterni.

Il ROI , che indica la redditività media delle risorse investite nell’attività operativa, e quindi fa vedere la capacità dell’azienda di remunerare tutte le proprie fonti di finanziamento (capitale proprio e di terzi), era in peggioramento.

Nell’ultimo anno grazie alla diminuzione del ROI e della redditività sulle vendite, c’è stato anche la diminuzione del Turnover (Indice di rotazione del capitale investito).

Inoltre grazie all’appesantimento del magazzino c’è stato un aggravamento di una buona parte degli indici di efficienza .

Naturalmente l’aumento del magazzino e i mancati utili sulle vendite hanno fatto si che le riserve di liquidità che l’azienda si era creata negli anni erano in esaurimento , infatti gli indici di liquidità stavano scivolando verso l’insufficienza. Ora, per evitare di entrare troppo nel dettaglio dell’analisi , una cosa importante però che ho detto all’imprenditore la voglio ricordare :

“Se non puoi vendere la merce e non hai ordini in corso per i tuoi prodotti finiti, evita di produrli, altrimenti l’azienda si troverà ad adoperare liquidità per gli acquisti e i costi di produzione che invece potrebbe essere utilizzata per altri scopi.”

 

Importante ricordare ciò che ha scritto Taiichi Ohno uno dei padri della lean production nel libro “Lo spirito Toyota”.

 

“Gli sprechi derivanti dalla sovrapproduzione non è esagerato affermare che essi costituiscono un crimine in una società caratterizzata da una fase economica di crescita lenta. L’eliminazione degli sprechi deve essere il primo obiettivo di ogni impresa” .  Taiichi Ohno

 

Attenzione che se non si seguono questi consigli può accadere che, come per l’azienda in questione, ci si ritrova a chiedere alle banche un finanziamento per ripristino della liquidità .

 

E tu cosa ne pensi?

 

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