Dopo aver ricevuto varie richieste sulla modulistica per avere la possibilità di accedere alla Moratoria , finalmente oggi è disponibile il link presso il sito dell’ABI, dell’Associazione bancaria italiana, per scaricare il modulo standard per presentare la domanda di moratoria dei debiti bancari così come previsto nell’accordo del 3 agosto tra Abi e organizzazioni imprenditoriali.
Clicca sull’immagine per scaricare il modulo direttamente dal sito dell’ABI

Ora si dice che c’è da affrontare la cosiddetta “Onda lunga della Crisi ” infatti stanno più che mai aumentando le insolvenze.
Tra luci e ombre la moratoria può effettivamente alleggerire il cash flow delle aziende , purtroppo probabilmente solo per una parte di esse .
Comunque si può prevedere una grossa richiesta , anche se non sono tutti d’accordo .
E Tu cosa ne pensi ? Fammi sapere il tuo parere.
Ciao Patrizio Gatti
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Secondo me ci sono ancora troppe distanze tra Imprese e Banche, la strada è ancora lunga….

La domanda che si pone il bancario,talvolta anche logica, che è sempre andata di moda ma ora sembra andarlo ancora di più , è:
“Se non credi tu nella tua azienda e non vuoi mettere le firme perchè dovrebbe crederci la banca?“
Le imprese accusano le banche di non aiutarli nei momenti di bisogno , e questo come si fa a non dare loro ragione?
Le banche dal canto loro si sentono forti vantando il fatto che della crisi grazie alla loro capacità di dare il credito hannno retto il colpo .
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In questi ultimi mesi , ho effettuato varie analisi di bilancio e alcune aziende hanno usufruito dell’ Articolo 15, commi da 16 a 23, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 cioè la Rivalutazione degli immobili delle imprese .

In linea generale la rivalutazione ha portato benefici a livello di partimonio.
Dunque anche le Banche quando si vedono arrivare un bilancio con più patrimonio netto, dovuto alla Riserva di valutazione ,sono in genere più “contente” , in quanto si va proprio incontro ad uno dei principi di Basilea 2 cioè la ricapitalizzazione delle imprese .
Ho notato però che il rating in alcuni casi non migliora o migliora di poco ( nel ns caso in esempio rimane stabile ).

Perché?
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E’ interessante apprendere questa notizia. “Banche italiane nel mirino dell’Ue”

“(ANSA) www.ansa.it – BRUXELLES, 17 SET – Banche italiane nel mirino della Commissione Ue assieme a quelle di Francia, Spagna e Austria. Martedi’ la commissaria ai Consumatori, Meglena Kuneva, presentera’ un rapporto che punta il dito contro la poca trasparenza e i costi piu’ alti d’Europa degli istituti di credito dei quattro Paesi. Secondo gli esperti della Commissione, le banche tendono a nascondere i costi. ”
A mio giudizio la crisi alcuni gruppi bancari in parte l’hanno superata per l’intervento dello Stato , e purtroppo in molti casi, nonostante l’Euribor è arrivato ai minimi storici , hanno continuato ad applicare tassi alti soprattutto ai clienti più deboli .
La giustificazione???
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Una delle domande che spesso mi viene posta è:
“E’ meglio perdere quel lavoro,quella commessa ,quella vendita , o accettare il prezzo con guadagni per noi più bassi?”

Per arrivare a questa risposta a volte importantissima per alcune imprese , che va valutata attentamente e assolutamente caso per caso , voglio provare a dare alcune brevi indicazioni di carattere generale per cominciare a considerare la questione.
Occorre innanzitutto ,grazie alla contabilità analitica ,stabilire se ragionare in termini di Full Costing o Direct costing .
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Sono rimasto un po’ sorpreso dalle Autorevoli dichiarazioni di Corrado Passera Amministore di Intesa SanPaolo riguardo alla percentuale di adesione da parte delle aziende , all’avviso comune sulla moratoria dei debiti alle piccole e medie imprese, siglato a inizio agosto tra Abi, associazioni delle imprese e governo.

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E’ importante valutare la redditività per cliente ?

La scorsa settimana mi hanno presentato due giovani impiantisti i quali, 3 anni fa , hanno creato una piccola società di impianti meccanici che lavora per pochi clienti su commessa.
Mi hanno chiamato poiché in banca non riuscivano a risalire in positivo nel conto corrente e quindi si chiedevano se guadagnavano abbastanza oppure no.
Ho fatto una chiacchierata con loro e mi sono fatto dire come gestivano gli acquisti, le vendite, e il ciclo finanziario.
Bene , per non dilungarmi ,dopo aver fatto una breve analisi , una delle problematiche riscontrate, senza entrare nel merito del ciclo finanziario, era che i due giovani non avevano margini a sufficienza per coprire i costi fissi .
Per questo la piccola azienda avrebbe raggiunto il punto di pareggio gli ultimi giorni dell’anno rischiando di andare nell’anno successivo se qualcosa fosse andato storto in riferimento alle previsioni .
Essi non avevano un controllo gestionale e di conseguenza non si rendevano conto quale fosse il cliente che non gli rendeva il margine necessario.
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