Verso il 20 di aprile di quest’anno, un mio cliente nel settore metalmeccanico artigiano , mi dice che all’inizio del mese ha portato presso una Banca con la quale opera , del portafoglio sbf di un nuovo compratore che gli avrebbe pagato con riba a 30 gg il primo acconto pari al 20% dell’importo dell’ordine.
L’artigiano emette quindi riba al 30.04.2012 e la banca gli anticipa i soldi .
Il cliente del piccolo imprenditore 10 gg prima della scadenza chiede una ulteriore dilazione di un mese, che la ditta metalmeccanica gli concede.
Il titolare dell’impresa si reca alla “sua banca” , parla con il funzionario di riferimento al quale gli spiega l’accaduto, chiedendo se poteva richiamare la ri.ba e riemetterne una nuova a sostituzione con scadenza un mese dopo a quella precedente.
Leggendo il libro di Robert Kiyosaky “Padre Ricco Padre Povero ” pensavo non solo a quanti privati , ma anche quante aziende sono cadute nel tranello della Corsa del topo .
Perche?
Per tante aziende è una consuetudine anticipare tramite riba o anticipo su crediti , tutto il lavoro fatturato per poter far fronte alle uscite finanziarie spesso anticipate o non ben pianificate .
Questo meccanismo purtroppo, quando rischia di incepparsi?
Banche : Un altro bello schiaffone alle imprese
Era quasi una cosa scontata , ma qualcuno sperava, se non nell’azzeramento, almeno in un bel miglioramento delle condizioni bancarie a favore dei più deboli.
Invece chissà come mai, hanno vinto ancora i poteri forti, infatti l’hanno avuta vinta gli Istituti di Credito.
Una notizia per le imprese che avrebbe avuto dell’ incredibile .
Peccato che è ancora tutto in discussione ed il Governo sembra che cercherà di correggere il tiro …
Ma cosa è successo?
In seguito ad un emendamento della senatrice del PD Anna Rita Fioroni nel voto di fiducia , si è imposto il decadimento di tutte le commissioni, gli oneri o le competenze accessorie delle banche a fronte delle concessioni di linee di credito » .
A seguito del provvedimento del Governo i vertici dell’Abi si sono dimessi in massa .
E’ stata una cosa abbasatanza pesante che ha comportato adirittura la “minaccia” del blocco del credito.
Secondo l’Abi la norma danneggia gli investimenti mettendo a rischio il credito alle imprese costringendo il sistema creditizio ad una stretta creditizia oltre all’applicazione dei tassi più alti.
Riporto di seguito alcuni delle notizie apparse su www.asca.it:
Nell’articolo precedente abbiamo parlato della restrizione che ci sarà da gennaio 2012 per le imprese sugli impieghi scaduti.
Per mitigare l’effetto dei più ristretti termini come si apprende dal sito dell CONFAPI il 23 novembre è stato firmato il Protocollo d’intesa “Comunicazione alle imprese sull’entrata in vigore dei nuovi termini per la segnalazione degli sconfinamenti bancari (past due)” .
Hanno aderito all’accordo Abi, Alleanza delle Cooperative italiane, Assoconfidi, Confagricoltura, Confedilizia, CIA, Coldiretti, Confapi, Confindustria e Rete Imprese Italia.
Mentre una fetta significativa di imprese sta lottando per ottenere finanziamenti per avere un pò di ossigeno per poter andare avanti, la Commissione europea vara le proposte per la direttiva su Basilea 3, puntando a un rafforzamento del sistema bancario dell’area euro.
I nuovi elementi della direttiva infatti prevedono un rafforzamento della governance, sanzioni fino al 10% del fatturato annuo, e meno ricorso alle agenzie di rating per le decisioni sugli investimenti. (Fonte ASCA- Roma, 20 luglio.2011)
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In arrivo Stress Test più severi per le banche europee……
Lo Stress Test, in parole semplici, è il rapporto tra le vere attività del bilancio e le azioni ordinarie della banca.
Quando si parla di vere attività si esclude tutto ciò che non può essere valutato quindi si lascia fuori ad esempio l’ avviamento, titoli ibridi, marchi ed eventuali attività immateriali.
Il risultato che si ottiene dallo Stress Test è molto interessante perché ci fornisce il reale stato di salute della banca, ci dice se la banca regge oppure è a rischio.














