Banche italiane e stress test .Ma non è che lo stress lo fanno venire alle aziende?

In questi ultimi giorni si sente spesso parlare di stress test delle banche ma che cosa si intende esattamente per “stress test” e soprattutto perché si è arrivati ad azioni di questo tipo?
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…..e la crisi continua !!!

I risultati dell’ indagine congiunturale del 1° trimestre 2010 effettuata da Confapi con Unicredit evidenziano ancora una situazione particolarmente difficile per le piccole e medie imprese nonostante si rilevino timidi segnali di ripresa.
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Basilea 2 sta tramontando……la grande crisi finanziaria ha evidenziato la necessità di interventi e ridimensionamenti ma sopratutto il ritorno a criteri più tradizionali dove venga recuperato il dialogo tra banche ed imprese.

Proprio di questo si è parlato nei giorni scorsi nel Convegno dell’ ABI dedicato a “Basilea 3 – Banche e imprese verso il 2012” in cui il Direttore Generale dell’ ABI, Giovanni Sabatini, ha ribadito che :
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Negli articoli precedenti abbiamo ampliamente parlato della difficoltà generalizzata di accesso al credito e come questa sia sentita maggiormente dalle PMI.

Abbiamo anche cercato di spiegare come uno degli aspetti fondamentali per attenuare questa restrizione sia rivedere gli Accordi di Basilea II
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Con il perdurare della crisi le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, sono sempre più ossessionate dai rating e dal suo monitoraggio….

Avere un rating sufficiente per ottenere un finanziamento non è cosa semplice.
I bilanci non solo sono in “ rosso” ma spesso gli indici risultano completamente “sballati”. Le cause sono molteplici.
Cattiva abitudine di ricorrere al credito a breve, la costante capitalizzazione, la scelta di ridurre all’ osso gli utili per pagare meno tasse ma, ancora più importante, la mancanza assoluta di una cultura di pianificazione economica – finanziaria.
Il rating non è altro che un calcolo basato sull’ analisi dei bilanci, quindi se i conti non sono in ordine niente finanziamenti.
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Basilea 2 e IAS di fatto si sono rivelate regole troppo rigide e penalizzanti soprattutto per le PMI. Vediamo perché?

Basilea 2 è nata con l’obiettivo di sostituire i criteri discrezionali di valutazione con principi oggettivi riconosciuti su scala internazionale.
Ecco i rating…ogni società viene classificata dalla propria banca con un “punteggio”, una specie di pagella scolastica, che ne attesta la solidità patrimoniale, l’affidabilità dimostrata nei precedenti rapporti con il sistema bancario e la solvibilità futura.
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Moratoria Basilea 2 : cosa fare nell’ immediato? Per ora solo parole?????….

Che ci sia bisogno di un intervento urgente per affrontare la situazione di eccezionale gravità in cui si trovano le imprese italiane ed europee è un dato di fatto. Da più parti si invoca un intervento immediato per alleggerire i vincoli patrimoniali e consentire alle banche di effettuare minori accantonamenti a fronte dei crediti erogati alle PMI.
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Moratoria Basilea 2 ??? Sogno o possibile realtà ??? Le imprese ci provano !!

Fine anno, momento di bilanci…..
si aspetta la RIPRESA ma intanto tante PMI italiane calano a picco…
Da una recente indagine di Confapi, pubblicata sul sito ufficiale www.confapi.org, risulta ancora una volta come il Decreto Anticrisi messo in campo dal Governo per fronteggiare la crisi sia risultato poco efficace se non addirittura insufficiente ed in alcuni casi anacronistico.
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Dall’incontro raccontato nel post precedente sono venute fuori alcune domande ed osservazioni interessanti.

In vista di Basilea 2 in molti sconsigliavano il pluriaffidamento cioè l’ avere più fidi con più banche , anzi era auspicabile la via verso la riduzione dei finanziamenti a breve ,anche per avere meno costi.
A dispetto di ciò , proprio prevedendo che Basilea 2 a causa del rating e del suo possibile effetto prociclico , avrebbe contribuito alla restrizione del credito, infatti Continua a leggere
Come confrontare la convenienza tra la vecchia Commissione di Massimo Scoperto e le “nuove spese bancarie “ tipo la “Commissione sull’accordato” per tagliare un pò di costi?

Per conto di un mio cliente ,mi sono messo a confrontare le spese degli estratti conto tra il 2008 ed il 2009 comparando sia i saldi mese per mese che le spese sostenute .
Le movimentazioni tra un anno e l’altro si equivalevano , allora ho immaginato di avere un proiezione annua per confrontare la convenienza o meno della nuova commissione Bancaria.
Nel caso in questione, per una convenzione che premiava il tasso a debito il cliente a suo tempo aveva concordato una commissione sul massimo scoperto dello 0,25% , quindi abbastanza buona ma nemmeno così bassa .
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