Basilea 3 – Tier 1 Capital e Core Tier 1……due sconosciuti ???

Parlando di Basilea 3 e dei possibili effetti sul sistema bancario e sull’ economia in generale, si sente spesso parlare di “ Tier 1 Capital ” e di “ Core Tier 1 ” ma non tutti né conoscono il significato…..praticamente due sconosciuti.
Vediamo allora di capire di cosa si tratta.
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Basilea 3 – restrizione del credito?

Dopo il “ fallimento” di Basilea 2, in quest’ ultimo periodo si è parlato molto di Basilea 3 e delle nuove regole per stabilizzare il sistema bancario cercando di ridurre al minimo i rischi di crac, si pensi al caso Lehman.
Obiettivo principale di Basilea 3 è infatti rafforzare la regolamentazione del capitale e della liquidità delle banche aumentando quantità e qualità del patrimonio aziendale.
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Ieri mattina ho ricevuto dal titolare di una azienda settore servizi questa mail che era rivolta agli uffici amministrativi della sua impresa ed a me per conoscenza :

“Vi informo che, per effetto del D.LGS. 11/2010, a decorrere dal mese di Luglio 2010 le RI.BA. non potranno essere pagate nei giorni successivi alla data di scadenza.
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Per capire che cosa succederà nel 2012 con l’ introduzione di Basilea 3 il Centro Studi Risk Management e Valore ha elaborato un’ indagine coinvolgendo i più importanti istituti di credito, le banche popolari e le banche di credito cooperativo.

Dall’ analisi emergono molteplici considerazioni sia dal punto di vista delle scelte di gestione del rischio delle banche, con evidenti ripercussioni sull’ allocazione del credito, sia dal punto di vista del rapporto banca – impresa.
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Occupandomi per buona parte del mio tempo di pianficazione finanziaria non potevo non trovarmi ad affrontare l’ormai vicina scadenza del 5 luglio 2010 , ovvero il nuovo “sconvolgimento delle modalità di scadenza “ per i pagamenti delle Ri.Ba , per effetto della Direttiva Europea PSD (Payment Services Directive ) che già dal 1° marzo ha introdotto le novità per le valute relativamente a bonifici e carte di pagamento.

Quello che preoccupa maggiormente invece, sentendo anche il parere di alcuni imprenditori ed amministratori di imprese , è la parte relativa ai servizi di incasso (RI.Ba, RID,)che entrerà in vigore tra poco più di 2 mesi.
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Valutazione del merito creditizio un “cruccio” per molte aziende

Come già anticipato in un articolo precedente la Regione Toscana ha attivato la linea di intervento del fondo emergenza economia liquidità per il sostegno ed il mantenimento dell’ occupazione.
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Confidi…..ammortizzatori della crisi ???

Come risulta da una recente indagine della Fedart Fidi (Federazione Nazionale Unitaria dei Consorzi e Cooperative Artigiane di Garanzia) nei primi sei mesi del 2009 il sistema italiano dei Confidi artigiani ha erogato garanzie su finanziamenti alle Piccole e Medie Imprese per quasi 3,6 miliardi di euro, 13 miliardi in tutto l’ anno. “Nel mondo dell’ artigianato un imprenditore su due si rivolge ai Confidi per risolvere le proprie esigenze finanziarie” ( fonte: www.ilsole240re.com).
I Confidi si confermano dunque uno strumento essenziale per interfacciarsi con il sistema bancario, dei veri e propri ammortizzatori della crisi ma non ancora sufficiente e soprattutto non accessibile a tutti.
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Lo scopo di questo articolo e quello di sensibilizzare anche le piccole imprese che lavorano su commessa a fare programmazione utilizzando anche dei semplici diagrammi che possono aiutare nel controllo dell’avanzamento lavori. Insieme alla preventivazione economica su una commessa, è infatti molto importante la programmazione a livello di tempo dei lavori .
Per questo fine può essere utile il diagramma di Gantt .

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Negli articoli precedenti abbiamo ampliamente parlato della difficoltà generalizzata di accesso al credito e come questa sia sentita maggiormente dalle PMI.

Abbiamo anche cercato di spiegare come uno degli aspetti fondamentali per attenuare questa restrizione sia rivedere gli Accordi di Basilea II
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Con il perdurare della crisi le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, sono sempre più ossessionate dai rating e dal suo monitoraggio….

Avere un rating sufficiente per ottenere un finanziamento non è cosa semplice.
I bilanci non solo sono in “ rosso” ma spesso gli indici risultano completamente “sballati”. Le cause sono molteplici.
Cattiva abitudine di ricorrere al credito a breve, la costante capitalizzazione, la scelta di ridurre all’ osso gli utili per pagare meno tasse ma, ancora più importante, la mancanza assoluta di una cultura di pianificazione economica – finanziaria.
Il rating non è altro che un calcolo basato sull’ analisi dei bilanci, quindi se i conti non sono in ordine niente finanziamenti.
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