In questo blog non si parla di politica , però si può parlare di tutto ciò che riguarda l’impresa quindi riprendo un breve articolo pubblicato sul sito di CONFAPI con le parole del suo Presidente
«L’Italia si ispiri a Piano USA: meno tasse su lavoro e PMI»
Detrazione fiscale 55% verso la proroga ???
Con la Legge Finanziaria 2011 potrebbe essere prorogata la detrazione fiscale del 55% per l’ efficienza energetica.
Finanziaria 2010: credito d’ imposta per le imprese che investono in ricerca e innovazione
Continuano le agevolazioni fiscali, sotto forma di credito d’ imposta, per le imprese che investono in ricerca , sviluppo ed innovazione.
Tra le novità proposte dalla Finanziaria 2010 troviamo infatti uno stanziamento aggiuntivo di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011.
Che cosa si intende esattamente per credito d’ imposta?
Contribuenti minimi….sempre conveniente?
Nel cercare di rispondere ad un nostro affezionato lettore, Ugo Bernasconi, alla domanda fatta nel commento all’articolo “Piccola azienda-Impresa individuale o che forma giuridica??“ , colgo l’ occasione per riprendere un argomento già trattato nel blog e cioè il Regime dei contribuenti minimi.
Rimane inteso che l’ utilità del regime dei contribuenti minimi è da valutare caso per caso con il proprio professionista di fiducia.
Continua a leggere
La “detassazione degli utili reinvestiti in macchinari” Tremonti-ter è forse l’intervento più gettonato dell’ultima “manovra d’estate”.
Può essere utile valutarlo per chi vuole fare investimenti .

“È escluso dall’imposizione sul reddito di impresa il 50% degli investimenti in macchinari e apparecchiature compresi nella divisione 28 della tabella Ateco 2007, fatti dall’entrata in vigore del decreto al 30 giugno 2010. L’esclusione vale a decorrere dal periodo di imposta 2010.
Continua a leggere
Ciao , in questi momenti dove le aziende cercano liquidità e dove le banche e Consorzi Fidi valutano il patrimonio aziendale potrebbe essere interessante prendere in considerazione ciò che è scritto nella circolare del 19 marzo 2009 che puoi scaricare direttamente nel sito dell’Agenzia delle Entrate www. agenziaentrate.it in relazione all’ Articolo 15, commi da 16 a 23, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 – Rivalutazione dei beni immobili relativi all’impresa

A me ora interessa vedere quali potebbero essere inoltre gli effetti fiscali della rivalutazione
Riprendo una parte della circolare:
“Il comma 20 dell’articolo 15 del decreto legge n. 185 del 2008 stabilisce
che il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione può essere
fiscalmente riconosciuto con il versamento di un’imposta sostitutiva dell’imposta
sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta sul reddito delle società,
dell’imposta regionale sulle attività produttive e di eventuali addizionali.
Continua a leggere
Innanzitutto volevo ringraziare il ns. amico e lettore Giovanni Sgaramella, che con la sua domanda che ci è pervenuta via e mail ci ha dato spunto per introdurre una serie di articoli per tutti coloro che intendono avviare un’ impresa. Ecco riportata in parte LA SUA DOMANDA :
” volevo chiedere … per le varie forme societarie d’impresa,le differenze,per esempio in quali casi è opportuno aprire una ditta individuale piuttosto che una società snc o società sas e cosa bisogna fare tecnicamente per aprire una srl,di quanto deve essere il capitale di partenza?”
Lo scopo degli articoli non è quello di fornire nozioni e definizioni giuridico – economiche bensì quello di fornire consigli utili, pratici e di facile comprensione. Accessibili cioè a tutti, anche a coloro che non sono propriamente del settore. E’ anche chiaro che se sei un esperto sei sicuramente a conoscenza di quanto andremo a dire o se hai tempo per cercare nel web trovi tantissimo materiale di alta qualità sull’argomento.
In ogni caso noi per rispondere a Giovanni abbiamo diviso il lavoro in 3 articoli .
Ti consiglio di iscriverti Feed Rss per essere sempre aggiornato in tempo reale .
Ed ora ti lascio al primo articolo scritto dalla Dott.ssa Alessandra Gervasi.
Buona lettura. ciao .

Ditta individuale o società?
“Lavorare in proprio”, diventare imprenditori o imprenditrici, lavorare solo per se stessi “senza padroni” è il sogno di tante persone. Chi decide di mettersi in proprio è spesso motivato da un forte spirito d’ iniziativa, fiuto per gli affari, entusiasmo, voglia di mettersi in gioco ma il più delle volte è spinto dalla necessità di crearsi una reale opportunità di lavoro, “inventarsi un lavoro” come alternativa alla disoccupazione.
Un conto però è sognare o avere una buona idea un conto è avere la capacità di valutarne la reale fattibilità e metterla in atto.
Una delle prime scelte che deve fare chi decide di iniziare un lavoro in proprio è quella della forma giuridica.
Lavorare individualmente o costituire una società con altre persone?
La scelta della forma giuridica è determinante. Nel valutare la “convenienza” di adottare una forma rispetto ad un’ altra occorre considerare numerosi fattori.
Si dovrà, per esempio, decidere se limitare la responsabilità patrimoniale al capitale sottoscritto o coinvolgere l’ intero patrimonio personale; decidere se farsi totalmente carico del “rischio d’ impresa” o condividerlo con altre persone; decidere se avere la piena autonomia a livello gestionale; valutare la convenienza fiscale; ecc.
Alla luce di tali considerazioni cerchiamo di vedere più nel dettaglio la ditta individuale e le società di persone.
Ditta individuale
La ditta individuale è la forma giuridica più semplice. Per la sua costituzione non sono richiesti adempimenti particolari, è sufficiente iscriversi alla Camera di Commercio e ottenere una partita IVA, senza dover ricorrere ad un notaio. Il titolare della ditta individuale è l’unico responsabile dell’attività ed è esposto al rischio d’impresa: risponde con tutto il proprio patrimonio presente e futuro (responsabilità illimitata).
Poniamo il caso che il titolare sia anche proprietario di una casa. In caso di fallimento dell’ attività i creditori potranno rivalersi sull’ immobile. Quindi se l’ attività comporta investimenti di una certa importanza potrebbe essere poco saggio costituire una ditta individuale, al contrario se gli investimenti sono pochi e l’ attività è sicura potrebbe essere la soluzione ideale.
Lo svantaggio della ditta individuale è nella denuncia dei redditi, in quanto i redditi dell’impresa si sommano a quelli personali e quindi tassati a loro volta con le aliquote progressive previste dall’Irpef. In questo modo più è alto il guadagno più lieviteranno le imposte.
Per superare questo ostacolo spesso l’ imprenditore “scaltro” decide di costituire un’ impresa familiare.
L’ impresa familiare è una particolare forma di impresa individuale dove oltre al titolare partecipano uno o più familiari, ad esempio il coniuge .
Il vantaggio è in primo luogo di natura fiscale.
Si paga meno Irpef in quanto il reddito viene distribuito sui familiari anche se questi non prestano realmente la propria opera nell’ impresa. A ciò si aggiunga anche un vantaggio contributivo (per es. pensione) a favore dei collaboratori familiari.

Legge Finanziaria 2008 – Regime dei “contribuenti minimi”
Dal 1°gennaio 2008, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi e giovani professionisti, con un fatturato non superiore a 30 mila euro lordi, potranno optare, in alternativa al regime ordinario, per il regime semplificato senza fare alcuna comunicazione preventiva all’ amministrazione fiscale.
Questo nuovo regime dei “contribuenti minimi” prevede un’ imposta secca del 20% sul reddito in alternativa a Irpef, Irap e Iva.
Particolare attenzione va posta alla nuova fatturazione, infatti il contribuente dovrà emettere fattura senza IVA, riportando la dicitura “ operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 comma 100 della legge finanziaria per il 2008” ed applicare il bollo da € 1,81 sulle fatture con importo superiore a € 77,47.
Il non assoggettamento all’ Iva comporta vantaggi soprattutto per quei contribuenti che non effettuano molti acquisti e si rivolgono essenzialmente ai consumatori finali.
Altra importante novità è l’esclusione dall’applicazione degli studi di settore, strumento che negli ultimi anni ha permesso allo Stato di incassare ingenti somme di denaro e che tanto spaventava i contribuenti.
Il reddito sarà determinato come differenza tra ricavi percepiti e spese sostenute (per cassa) mediante un calcolo extracontabile.
Non è però tutto “rose e fiori”. La nuova norma, così com’è stata concepita nasconde delle insidie che devono essere attentamente vagliate. Uno degli svantaggi maggiori consiste nella possibilità di detrarre dal reddito solamente i contributi previdenziali obbligatori per legge mentre non si può usufruire degli altri benefici fiscali (detrazioni per familiari a carico, detrazioni per spese mediche, interessi sui mutui, ecc) tranne nel caso si possiedano altri redditi.
Inoltre l’ aliquota del 20% non è così bassa da essere sempre conveniente.
Non è possibile stabilire a priori se e in quali casi aderire a tale regime sia vantaggioso. E’ necessario fare un’ apposita valutazione caso per caso.
E’ infatti possibile che, a parità di reddito, risulti più conveniente il regime ordinario rispetto a quello dei contribuenti minimi.
Nel prossimo articolo analizziamo le Società di persone e il Nuovo regime di Tassazione Separata
Dai uno sguardo anche a questo articolo che può esserti utile
Il business Plan- Ma è utile per tutte le attività? anche online?
E tu cosa ne pensi, lasciami un tuo COMMENTO
Per ricevere le nostre novità e gli aggiornamenti iscriviti alla ns. newsletter
Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai Feed RSS













