Riprendo l’articolo precedente “Reparto in perdita: Conviene chiudere la produzione o no? Qual’ e’ la giusta decisione?” dove a seguito dei controlli con la contabilità analitica si è visto che il reparto XXX, che rappresentava il 30% del volume di affari, dopo l’ attribuzione dei costi indiretti , si trovava in perdita .
L’azienda stava per chiudere il reparto quando , dopo aver fatto una simulazione si è visto che se il comparto rimaneva in piedi l’utile globale dell’azienda rimaneva circa il 10% sul fatturato .In caso di chiusura invece l’utile scendeva al 6% .
Come era possibile una cosa del genere ?
Qual’è stato il mio parere dopo la simulazione?
Un piccolo imprenditore del settore metalmeccanico, nonostante la crisi era riuscito ad avere buoni utili nella sua snc .
Contro il parere del socio di minoranza, dell’impiegata amministrativa e del consulente ha acquistato una macchina con un costo troppo importante da far fronte per l’azienda in questione .
Per pagarla ha utilizzato lo scoperto di conto corrente perchè diceva “ho gli utili e posso spendere quello che ho guadagnato ” .
Così facendo , in realtà, ha messo in difficoltà finanziaria l’azienda togliendo liquidità che sarebbe servita per pagare fornitori, stipendi e altre spese correnti.
Ieri 13 marzo 2013 , mentre stavo ritornando da Roma dopo una riunione di lavoro, sono salito sul treno con il Direttore di una Società di servizi. Il Direttore M. ha incontrato una suo amico imprenditore che si è seduto vicino a noi .
I due cominciano a parlare del più e del meno ed entrano nel discorso lavorativo.
Naturalmente il Direttore M. mi presenta al suo amico imprenditore di nome A.
Egli ci racconta che nel 2012 ha passato un brutto periodo e nonostante ciò , è riuscito a portare avanti la sua azienda seppur con le difficoltà finanziarie a causa di insoluti, restrizione del credito delle banche e mancanza di lavoro. Quello che ora l’imprenditore non riesce a capacitarsi è il fatto di aver preso tanto lavoro e di non aver liquidità.
Ciao e questo è il post di Natale con quale Ti faccio i miei più cari auguri .
In questi giorni fermerò il mio blog sul controllo di gestione , ma riprenderò presto anche per comunicarTi la data dell’imminente partenza dei miei corsi sia online che offline sul controllo di gestione, budget, analisi di bilancio e rating, sprechi aziendali e contabilità analitica.
Naturalmente continuerò poi a parlarti di ciò che succede nel mondo del controllo gestionale cercando sempre di raccontarTi esempi reali .
Ho cercato alcune frasi che mi sembrassero adatte al momento particolare che stiamo vivendo ed in parte mi sono ritrovato su questa bellissima citazione che ti dedico.
Ciao , il mese di Dicembre comincia per me con un importante impegno, infatti sarò uno dei relatori al seminario “Sistema integrato: oltre la qualità, oltre i rischi, oltre la crisi”, organizzato da Asint srl che si terrà Mercoledì 05 dicembre 2012 presso la Sala Conferenze dell’ Autorità Portuale di Marina di Carrara (MS).
Io tratterò in specifico l’argomento su come il miglioramento continuo e la lotta agli sprechi possono ben integrarsi con la Qualità Totale per portare più efficienza in azienda.
Il seminario è a partecipazione gratuita, ma con iscrizione obbligatoria tramite invio entro il 3/12/2012 dell’apposito modulo presente sul sito www.asint.it.
Davvero la metodologia delle 5S può aiutarmi a fare diminuire gli sprechi nella mia impresa? Ma cosa sono?
Queste sono alcune domande che mi sono state fatte durante un corso di formazione che ho terminato nei primi giorni di novembre .
Mentre stavo trattando l’argomento della riduzione degli sprechi sono entrato nel metodo del miglioramento continuo passo passo ,cioè in giapponese il Kaizen e nello specifico ho affrontato il metodo delle “5S “ .
Le “5 S” sono un programma di lavoro che contribuisce al miglioramento dei costi e della vita delle persone in ambito lavorativo avendo più rispetto del loro tempo .
Proprio per questo si migliora l’ambiente lavorativo e di conseguenza l’efficienza aziendale.
Da questo poi ne consegue il miglioramento dei prodotti e servizi .
Non ti nascondo che questa argomentazione interessava molto ai partecipanti.
Poiché sto preparando alcuni Corsi di Formazione ,nel mese di maggio 2012 avevo lanciato un sondaggio interno alla mia lista di iscritti, per chiedere loro se mi potevano indicare quale argomento poteva interessargli di più tra :
-1) Contabilità analitica e Lotta agli sprechi
-2) Analisi di bilancio con rating
-3) Pianificazione e budget
-4) Corso Base controllo gestionale
Certo sono passati 5 mesi carichi di altri impegni ma finalmente ecco i risultati :
Mentre leggevo le notizie Ansa e Asca mi sono chiesto se di alcune cose che stanno succedendo ce ne siamo resi conto solo ora…
Certo che diventa difficile in questo clima favorire gli investimenti, e ci vuole davvero il coraggio ,la capacità e la perseveranza dell’imprenditore .
Ho preso spunto da alcune notizie che sono apparse online :
Come valutare la giusta imputazione dei costi indiretti al prodotto
All’inizio di giugno 2012 mentre stavo tenendo un corso di formazione aziendale, sono entrato nel tema della suddivisione dei costi indiretti .
Quest’ultimi sono spese che non si attribuiscono direttamente al prodotto e che possono essere distribuiti fra i vari oggetti con coefficienti di partizione quantificati con vari metodi.
L’azienda in questione da anni adotta un sistema a full costing attribuendo cioè i costi indiretti ad ogni manufatto. L’ imputazione viene eseguita in base all’incidenza dei ricavi in percentuale sul totale del fatturato .
“Quando comprate una banana volete il frutto, non la buccia. Però dovete pagare anche per quella. Si tratta di uno spreco e voi, i clienti, non dovreste pagare per questo” Shigeo Shingo
All’inzio di questa settimana mi trovavo in una impresa edile a fare docenza in un corso di formazione aziendale e quando sono entrato nell’argomento sprechi aziendali il dibattito si è acceso.
















