I primi di febbraio 2010 mi è capitato di valutare per una azienda un progetto per la richiesta di finanziamento regionale che prevedeva il fondo perduto. Il progetto era sicuramente molto buono .
Purtroppo l’azienda non aveva uno dei due requisiti necessari richiesti dalla Regione.
Quindi anche se il progetto poteva essere valido l’imprenditore dovrà rivedere tutto l’investimento e in particolare dovrà ripensare alla gestione aziendale in genere , soprattutto nel caso in cui egli voglia utilizzare agevolazioni per le quali sono previsti dei parametri di bilancio particolari .
All’incontro era presente anche la mia collaboratrice Alessandra la quale ha scritto in seguito un breve articolo per spiegare meglio di cosa si tratta .Ti lascio leggere quindi il post, e…… Buona lettura .
ciao Patrizio.
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Negli ultimi anni per poter accedere ad alcuni bandi pubblici è necessario soddisfare condizioni che attestino non solo l’ammissibilità alle agevolazioni ma anche la validità economica e finanziaria del programma di investimento.
Si tratta di vincoli stringenti che se da un lato sono necessari per valutare la capacità dell’ impresa di realizzare il progetto e far fronte alle scadenze , dall’ altro limitano l’ ammissibilità ai finanziamenti a tutte quelle imprese che presentano bilanci non opportunamente pianificati.
La capacità finanziaria dell’ impresa di realizzare il progetto viene verificata sulla base dell’ ultimo bilancio approvato, quindi è indispensabile una corretta pianificazione aziendale per evitare di lasciarsi sfuggire le importanti opportunità fornite dalla finanza agevolata.
Per esempio , nell’ ultimo bando emanato dalla Regione Toscana, “Aiuti allo sviluppo sperimentale”, la capacità finanziaria dell’ impresa viene valutata sulla base dei seguenti criteri:
1) congruenza fra capitale netto e costo del progetto:
Patrimonio Netto > (costo del progetto- contributo regionale)/3
Il patrimonio netto è quello che risulta dall’ ultimo bilancio approvato, maggiorato degli eventuali aumenti di capitale sociale deliberati alla data di domanda e comunque versati entro la data di ammissione all’ agevolazione.
2) L’ indebitamento dell’ impresa verso banche e intermediari finanziari non può essere superiore al fatturato quale risulta dall’ ultimo bilancio.
Soddisfare questi criteri significa essere un’ impresa economicamente e finanziariamente sana, ma allora le agevolazioni in quale direzione vanno?
Da quando è iniziata la crisi non si fa altro che parlare di aiutare le imprese in difficoltà, le imprese che rischiano il fallimento, ma di fatto tra rating, vincoli bancari, vincoli da soddisfare per ottenere contributi pubblici, mi sembra che la tendenza non sia cambiata di molto.
Si continuano ad aiutare le imprese che fanno grandi investimenti e si mettono alla porta tutte quelle imprese che avrebbero bisogno di agevolazioni solo per continuare ad esistere.
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A cura di Dott.ssa Alessandra Gervasi Ufficio Finanziamenti Plan Consulting
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Anche tale tipologia di finanziamento sembra rientrare nei tanti casi di concessione di linee di credito a chi ne avrebbe meno bisogno.
Le imprese in maggior difficoltà sembrano, quindi, rimanere indubbiamente penalizzate.
Ciao Gian Piero l’esempio reale voleva proprio andare in quella direzione .
Nello stesso tempo c’è un invito alla pianificazione che ormai occorre sempre di più a chi vuole affrontare investimenti.
Ciao Patrizio