Dopo Francia e Germania anche per l’ Italia arriva il sistema della export – banca.
Nei giorni scorsi il ministro dell’ Economia Giulio Tremonti ha firmato il decreto ministeriale che vara il nuovo sistema di finanziamento delle imprese italiane che intendono esportare o investire all’ estero.
Scopo principale dell’ iniziativa è sostenere l’ internazionalizzazione delle imprese italiane migliorando le condizioni del credito all’ esportazione e calmierando i tassi.
Gli attori coinvolti nel sistema Export Banca saranno la Cassa Depositi e Prestiti (CDP), la Sace S.p.A. (Istituto per i Servizi Assicurativi del Commercio Estero) e il sistema Bancario.
In particolare la CDP, attingendo al risparmio postale, fornirà a condizioni di mercato, alle banche italiane la provvista per il credito all’ esportazione e l’ internazionalizzazione delle imprese purché l’ operazione sia assicurata o garantita dalla Sace.
Le garanzie Sace possono essere rilasciate a favore di imprese che:
- siano costituite in forma di società di capitali;
- siano qualificabili come PMI ovvero abbiano un fatturato non superiore a 250 milioni di euro;
- abbiano sede legale, e parte sostanziale delle attività produttive in Italia;
- abbiano almeno bilanci relativi a due esercizi completi (no start-up);
- realizzino almeno il 10% del proprio fatturato all’estero;
- vantino crediti nei confronti della PA per la fornitura di beni e servizi.
Nel contratto tra Cdp e banca andrà indicato il livello massimo del margine (incluse le commissioni) che la banca intende sommare al costo di raccolta per definire le condizioni finali per il cliente. In sostanza, il meccanismo dell’export banca blinda il vantaggio finanziario dell’intera operazione, che deve riversarsi sul cliente finale ovvero sull’esportatore.
Le banche avranno la facoltà di utilizzare, in toto, questo canale ma possono anche decidere di rinunciare. In questo caso il decreto prevede che la Cdp può effettuare direttamente le operazioni di finanziamento se assicurate o garantite da Sace, oppure indirettamente «tramite Sace», cioè erogando il finanziamento alla Sace che poi a sua volta lo trasferisce all’impresa.
(Fonte: www.ilsole24ore.com)
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A cura di Dott.ssa Alessandra Gervasi Ufficio Finanziamenti Plan Consulting
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Forme di finanziamento di operazioni commerciali su estero già sono previste nel nostro sistema finanziario, sopratutto in forma di factoring, sia export, sia estero su estero.
Il contributo della BdP e della Sace può essere peraltro quello di fornire un ulteriore contributo all’esportazione, anche se in questo caso, cioè nell’ipotesi di un intervento della CdP, mi sembrerebbe più agevole consentire il finanziamento diretto da parte di questa banca, non solo come supplente di altri istituti,ma anche direttamente.
In taluni casi, cioè, sarebbe utile consentire il ricorso diretto a questa banca da parte delle imprese.