In questi giorni continua a tener banco nei quotidiani economici , nei siti e nei blog che parlano di economia , Basilea 3 , un tema ancora poco chiaro che in qualche maniera si spera ancora che non dovrebbe ritorcersi contro il reperimento della liquidita’ per le imprese.
Intanto dal sito www.asca.it ho preso la notizia dalla quale sembra che il paventato aumento del costo del credito potrebbe non essere così automatico:
Ciao , oggi voglio parlarti di una simpatica idea di Bruno Editore , la Casa Editrice leader per gli ebook in Italia , che ha lanciato l’iniziativa “Vota l’ebook “ .
Il mio ebook “Amministrare l’Azienda “ pubblicato nel luglio 2008 da Bruno Editore è tra gli ebook presenti in “gara “.
L’Autore dell’ebook che sarà più votato vincerà un premio che per il momento è top secret.
Non ti nascondo che mi incuriosisce la cosa.
Come non aumentare il valore del Magazzino
Alla fine di febbraio 2010 è venuta da me una giovane commerciante che dopo anni di attività ,un negozio di articoli vari e per la casa, mi dice che non riesce a diminuire lo scoperto di conto corrente anzi il suo fabbisogno di finanziamenti aumenta costantemente.
Il controllo dell’azienda tramite strumenti come la Balanced Scorecard può essere molto interessante oltre che importante nei risultati .

Ma le piccole imprese la utilizzano?
Intanto vediamo cosa è:
La Balanced Scorecard e” una scheda di reporting che misura determinati indicatori bilanciati tra gli obiettivi finanziari di breve termine e le prestazioni aziendali di lungo termine.
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Negli articoli precedenti Aziende: Interventi di garanzia per la liquidita’ e
Alcuni Interventi di garanzia per la liquidita’ delle imprese
abbiamo visto l’esempio di alcuni interventi che stanno facendo le Regioni per contrastare la forte crisi economica finanziaria che ci ha colpito ed in particolare è stata presa in esame la Toscana
Si chiude l’argomento con l’elenco di chi puo’ accedere alle garanzie.

Possono accedere alla garanzia le piccole e medie imprese che effettuino l’intervento nella Regione Toscana ed operino nei settori dell’ industria, del commercio, del turismo, dei servizi e dell’ artigianato. I parametri da rispettare sono gli stessi previsti per gli interventi di garanzia sulla liquidità.
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Dopo aver pubblicato i precedenti post
Piccola azienda-Impresa individuale o che forma giuridica??
Societa’ di persone?- Regime opzionale di tassazione
si conclude la prima serie di 3 articoli per rispondere alle domande pervenuteci via e mail dai ns. iscritti in questo caso da Giovanni Sgaramella .
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Società di capitali alcuni cenni
Le società di capitali, contrariamente a quelle di persone, sono dotate di personalità giuridica, rappresentano cioè dei “soggetti di diritto”, capaci di assumere obbligazioni e diritti che nascono dallo svolgimento dell’ attività d’ impresa.
Le società di capitali sono:
- la società a responsabilità limitata (S.r.l), che è la forma più piccola di società di capitali, dove i soci esercitano l’ attività ma l’ amministrazione può essere affidata anche a non soci. Il capitale sociale non può essere suddiviso in azioni, pertanto la partecipazione sarà caratterizzata da “quote”, e i diritti in capo ai soci in misura proporzionale ad esse.
- la società per azioni (S.p.a), che è la forma giuridica tipica per imprese con un tasso di rischio e volume di investimento elevati. Il capitale sociale è suddiviso in azioni e i soci sono responsabili nei limiti del capitale sottoscritto.
- la società in accomandita per azioni (S.a.p.a), forma che, a dire il vero, non ha mai avuto grande diffusione. La sua caratteristica peculiare è la coesistenza di due tipi di soci: accomandanti, esclusi dall’amministrazione e responsabili limitatamente al proprio conferimento, e accomandatari, amministratori di diritto, personalmente e illimitatamente responsabili.
Nelle società di capitali l’ elemento personale è molto più sfumato e scompare dietro quello, preponderante, del capitale.
Il capitale è il valore dei conferimenti dei soci ed essendo l’ unica forma di garanzia per i creditori è la legge stessa a determinarne l’ ammontare minimo.
In particolare nelle società per azioni il capitale sociale minimo previsto è di almeno 120.000,00 Euro mentre nelle società a responsabilità limitata il limite è di 10.000,00 Euro.
Per questo motivo, oltre che naturalmente per la gestione più semplificata e leggera, la S.r.l è il modello societario adatto alle imprese di importanza minore rispetto a quelle organizzate in S.p.a.
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle società di capitali?
Enormi vantaggi a livello fiscale in quanto gli utili dell’ azienda sono liberamente gestibili, possono essere accumulati e distribuiti ai soci nei momenti fiscalmente più convenienti.
Gli svantaggi derivano soprattutto dalle elevate spese di costituzione e di gestione.
Per la loro costituzione, oltre alle spese notarili sono previste imposte di registro proporzionali al capitale sociale e alla natura dei conferimenti.
Anche le spese di gestione sono particolarmente onerose.
Ad esempio convocare un’ assemblea di una S.p.a con numerosi azionisti comporta il sostenimento di costi per la pubblicazione della convocazione, spese per l’ affitto del locale, ecc…
Da ultimo, ma non per importanza, se non vengono rispettate le norme contabili e fiscali i soci sono esposti in termini di responsabilità. Fondamentale quindi affidare la conduzione dell’ impresa a persone fidate ed esperte.
E tu cosa ne pensi, lasciami un tuo COMMENTO
A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra
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Saranno le aziende guidate da donne a farci superare la crisi?
“Ogni volta che si è sull’ orlo del precipizio, arrivano le donne che sanno come fare quadrare i bilanci” (Lina Sotis).
Il “boom” delle imprese al femminile che ha caratterizzato gli ultimi 5 anni ha subito un netto rallentamento ma il trend resta comunque positivo.
In un solo anno sono nate 5.523 imprese femminili portando il numero complessivo a 1.243.824 aziende attive. Un aumento certo non vistoso (+0,45 per cento) che tuttavia spicca se paragonato all’ immobilità del tessuto imprenditoriale del Paese.
In altre parole grazie alle donne il saldo segna zero, senza di loro sarebbe stato negativo.
Questo è quanto emerge dall’ Osservatorio dell’ Imprenditoria femminile sui dati forniti da Infocamere relativi al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. Molte le novità.
La forma giuridica scelta dalle neo imprenditrici presenta forti trasformazioni: si favoriscono le società di capitale, di persone, cooperative e consorzi, rispetto alle imprese individuali che restano comunque di gran lunga le più diffuse, almeno in Italia.
Cambia anche il profilo settoriale: donne sempre più alla conquista di settori produttivi fino ad oggi di tradizionale competenza maschile. Si riduce il numero delle aziende nell’ agricoltura e nel commercio mentre sempre più dinamico si rivela il settore dei servizi alle imprese, ovvero attività immobiliari, noleggio, ricerca, informatica oltre ai mercati delle costruzioni e dei trasporti.
Ma e’ soprattutto il contributo dell’immigrazione la vera sorpresa nell’imprenditoria femminile degli ultimi dodici mesi. Ben il 71 per cento (pari a 3.921 unita’) e’ costituito da iniziative imprenditoriali di tipo individuale con a capo una donna extra-comunitaria.
Escludendo la nazionalita’ svizzera, per evidenti legami di vicinanza con l’Italia, le nazionalita’ piu’ rappresentate tra le donne titolari d’impresa sono quella cinese, marocchina e nigeriana.
La concentrazione maggiore si registra in termini assoluti in Lombardia, ma è la Toscana che ospita il numero più elevato di imprenditrici immigrate in proporzione al numero di imprese individuali residenti. Il record provinciale va a Prato, dove oltre un’ impresa ogni 4 ha una titolare straniera.
Altro dato significativo è l’ aumento delle donne nella cosiddetta “stanza dei bottoni”……
I dati sono buoni e incoraggianti, la crescita delle donne alla dirigenza di imprese rappresenta non soltanto un fatto economico nuovo, ma tende a cambiare gli scenari socio-culturali del nostro paese, da sempre guidato dagli ‘uomini’.
Addio cravatte e benvenuti tacchi a spillo.
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