Colgo l’occasione con questo post per rispondere ad una domanda che mi è stata rivolta nei commenti dell’articolo Rivalutazione degli immobili- Il Rating per Basilea 2 aumenta??? dal ns. amico lettore Ugo il quale mi chiede
“Una curiosità: vedo che oltre al rating hai indicato una Pd. Come è stata calcolata?”

Bene credo che per rispondere a Ugo , può essere utile darci una rinfrescata su alcuni concetti che prima dell’”avvento” di Basilea 2 erano di gran moda nel senso che se parlava molto , ma questi sono tuttora alla base delle valutazioni di RATING.
La capacità di stimare la probabilità di inadempienza “PD “ dei soggetti affidati è un requisito essenziale, per le banche che hanno scelto il metodo IRB ( Internal Rating Based) quindi gli Istituti Bancari sono in grado di attribuire un proprio rating, al quale è associata la stima del valore di PD, ai soggetti affidati.
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In questi ultimi mesi , ho effettuato varie analisi di bilancio e alcune aziende hanno usufruito dell’ Articolo 15, commi da 16 a 23, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 cioè la Rivalutazione degli immobili delle imprese .

In linea generale la rivalutazione ha portato benefici a livello di partimonio.
Dunque anche le Banche quando si vedono arrivare un bilancio con più patrimonio netto, dovuto alla Riserva di valutazione ,sono in genere più “contente” , in quanto si va proprio incontro ad uno dei principi di Basilea 2 cioè la ricapitalizzazione delle imprese .
Ho notato però che il rating in alcuni casi non migliora o migliora di poco ( nel ns caso in esempio rimane stabile ).

Perché?
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E’ interessante apprendere questa notizia. “Banche italiane nel mirino dell’Ue”

“(ANSA) www.ansa.it – BRUXELLES, 17 SET – Banche italiane nel mirino della Commissione Ue assieme a quelle di Francia, Spagna e Austria. Martedi’ la commissaria ai Consumatori, Meglena Kuneva, presentera’ un rapporto che punta il dito contro la poca trasparenza e i costi piu’ alti d’Europa degli istituti di credito dei quattro Paesi. Secondo gli esperti della Commissione, le banche tendono a nascondere i costi. ”
A mio giudizio la crisi alcuni gruppi bancari in parte l’hanno superata per l’intervento dello Stato , e purtroppo in molti casi, nonostante l’Euribor è arrivato ai minimi storici , hanno continuato ad applicare tassi alti soprattutto ai clienti più deboli .
La giustificazione???
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Può essere positiva per una buona fetta di imprese italiane la notizia del 24-08-09 uscita su http://www.asca.it .

Il comunicato riporta l’ invito ad un ripensamento ai parametri di Basilea 2 e la successiva proposta dell Amministratore Delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera, intervenuto al meeting di Rimini.
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(ASCA) – Rimini, 24 ago – ”Con l’arrivo dei bilanci 2008 e 2009, dare credito seguendo regole e codici sara’ ancora piu’ difficile” e un ”ripensamento” delle norme fallimentari e di Basilea 2 sarebbe positivo.
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Qualche anno fa quando si cominciava a parlare di Basilea 2 si sperava che il ruolo delle garanzie personali

dell’imprenditore o di terzi persone fisiche avrebbero dovuto essere considerate sempre più marginali, privilegiando un rafforzamento dell’impresa stessa che non avrebbre avuto altro che da operare una ricapitalizzazione ed un’ottimizzazione della gestione finanziaria per potere ottenere credito a costi contenuti.
“Si sperava inoltre in un mercato dei finanziamenti sempre più alla ricerca di una finanza innovativa, creativa e alternativa al finanziamento bancario classico. ”
Ora invece con questi chiari di luna col credit crunch che si è creato negli ultimi mesi , senza garanzia non si ottiene proprio un bel niente.
Non si finirà mai di parlare di Basilea 2 ?
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Prendo spunto da un commento dell’amico/lettore del ns. blog Sergio che ha lasciato nel post
Rating-Solita azienda valori differenti in piu’ banche??? una domanda e ne approfitto per dargli una risposta
Nel suo commento egli chiede:
D:) “Da quanti punti è composta la valutazione del rating ? 10-100-1000.
Se una azienda perde due punti di rating rispetto all’anno precedente.
Cosa significa in percentuale ??”
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Continuo ancora questo argomento del linguaggio dei bancari per evidenziare alcuni aspetti :

Innanzitutto dall’articolo volevo trasparissero 2 aspetti che ci troviamo ad affrontare spesso nelle trattative con le banche
1) il linguaggio usato dal professionista bancario spesso difficile da capire per chi non è del mestiere
Nel caso dell’Articolo la protagonista è una persona da me stimata che ho portato da esempio per vedere una realtà che può riguardare proprio tutti i professionisti in genere che spesso parlano troppo difficile . Naturalmente mi metto in discussione anch’io.
Può essere utile quest’altra gag di Enrico Brignano (clicca qui) che ci fa notare che a volte capita di incappare in qualche professionista, che inizia ad utilizzare termini tecnici molto ricercati di difficile comprensione.
Così facendo, il paziente/cliente si sente a disagio e a volte per non passare da “ignorante” rimane senza parole e con i suoi dubbi.
Non si può generalizzare ma è anche vero che in parte il problema descritto da me e raccolto nelle gag di Brignano esiste .
Molto Spesso però tutto questo viene fatto con “innocenza” e ribadisco che è il caso della Protagonista della ns. storia che è molto competente e preparata e talvolta gentile .
Certo è vero che in alcune occasioni parla in maniera molto tecnica e chi non è del mestiere ha difficoltà a starle dietro.
Oltre a ciò mi volevo fermare sul punto 2 :
2) Il rating che ormai dovrebbe entrare nel normale parlare per le imprese italiane che vanno a chiedere un finanziamento.
Infatti se il rating (valutazione della ns.merito di credito) è buono, la Banca ci concederà anche migliori tassi e condizioni, oltre che ai fidi . Più basso è ,e più questa situazione viene pregiudicata.
Il Rating viene calcolato soprattutto dai dati scritti passati (bilanci,redditi,e andamento c.c.bancari).
Rimando a questi post per una ulteriore approfondimento sul rating
Clicca qui e qui
Il Comitato di Basilea classifica le imprese in base al Fatturato :
· Fino a € 5 milioni (esposizione inferiore a € 1 milione) sono RETAIL
· Fino a € 50 milioni sono PMI
· Da € 50 milioni sono Corporate
E’ necessario considerare un’altra importante possibilità offerta alle banche dal nuovo Accordo di Basilea.
Queste, infatti, possono classificare come retail le PMI verso le quali hanno un’esposizione, a livello di gruppo, inferiore a 1 milione. Con l’entrata in vigore di Basilea2 è riconosciuta una importante riduzione del capitale di vigilanza (che si traduce per le imprese in costi del credito inferiori ), che una banca deve stanziare a fronte dei crediti gestiti nell’ambito di un portafoglio al dettaglio, rispetto a quanto accade normalmente per la classe dei crediti verso le imprese:
E’ significativo che le imprese conoscano dalla banca a quale classe sono destinate, infatti si hanno conseguenze interessanti sulla relazione che c’è tra l’importo dell’esposizione ed il capitale di vigilanza che, la banca deve destinare a riserva.
Per le imprese che restano sotto la soglia dei 5 milioni di euro, è importantissimo comprendere se l’ Istituto di Credito al quale si sono rivolte , sia in grado di gestire l’esposizione nell’ambito di un portafoglio al dettaglio (Retail).
Di solito ogni impresa, anche la più piccola, è oggetto di stima individuale:
Per rendere l’idea, prendendo spunto da un esemplare lavoro del Dott.Marco Lorenzo Riva in “Basilea 2: come ragioneranno le banche-Diamint.com Srl Editore ” ,con un esempio pensiamo ad una banca che procede a valutare singolarmente mille piccoli esercizi commerciali , che propongono i soliti e simili articoli di souvenirs in una località turistica.
Nell’organizzazione del portafoglio al dettaglio vi è la considerazione che gli esercizi commerciali hanno caratteristiche di rischio simili, perciò si può procedere alla stima del rischio delle esposizioni su base aggregata
La banca non è quindi tenuta ad attribuire una valutazione ad ogni singolo piccolo negozio, ma può prendere in considerazione l’insieme (pool) dei piccoli esercizi commerciali , attribuendo allo stesso i parametri per la quantificazione del rischio associato.
La banca non sarà più costretta a procedere ad una valutazione individuale dei parametri espressivi del rischio di ogni negozio, ma si limiterà, a domiciliarlo nel pool cui appartiene, sulla base delle caratteristiche che sono state individuate nel momento in cui la banca ha elaborato la mappa degli insiemi delle esposizioni al dettaglio
Tuttavia, ciò non impedisce che le esposizioni al dettaglio siano trattate su base individuale in determinate fasi del processo di gestione del rischio. Il fatto che un’esposizione abbia un rating specifico non ne preclude di per sé l’ammissibilità al trattamento “retail”.
Ciò significa lasciare le vecchie metodologie di credito “relazionale” e applicare dei criteri più efficienti, basati su decisioni automatiche attraverso l’uso di modelli di scoring.
Implementare tali sistemi ha dei costi elevati e, al momento, le banche italiane che già ne dispongono sono poche e quasi tutte di grandi dimensioni.
Fonti:
La possibile svolta positiva per le PMI (Gabriele Sabato) Rivista Basilea 2 n. 2 aprile-giugno 2005 Editrice le Fonti
-Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Accordo Basilea 2 Giugno 2004
Basilea2: Come ragioneranno le banche di Marco Lorenzo Riva – Basilea 2 – Diamint.com S.r.l Editore
Le informazioni contenute nel presente articolo sono state predisposte dalla Plan Consulting come ulteriore servizio reso ai nostri Visitatori.
Esse costituiscono solo una introduzione generale alla materia e pertanto Vi raccomandiamo di richiedere un parere legale o consulenziale specifico riferito al concreto caso di specie prima di prendere qualsivoglia provvedimento basato sulle informazioni qui contenute.
La Plan Consulting declina ogni responsabilità derivante da eventuali provvedimenti presi o non presi sulla base di quanto riportato nel presente articolo.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto
Col nuovo accordo di Basilea 2 le banche saranno vincolate ad accantonare più capitale a fronte di crediti per aziende più rischiose. Per calcolare tale capitale il Comitato di Basilea lascia libertà alle Banche di scegliere quale metodo adottare per l’attribuzione dei rating. Il metodo Standard che basa le stime dei rating ad agenzie specializzate esterne , e i metodi di stima interna che sono il metodo IRB base ed il metodo IRB avanzato .
Il punto di arrivo, per la quasi totalità del sistema bancario, sarà l’adozione dei sistemi IRB
Ciò comporterà nei prossimi anni un ampliamento dei differenziali di competitività tra le banche più organizzate e quelle che, continueranno per un periodo più o meno lungo ad adottare il metodo standard .
Le banche che decideranno di applicare questo l’approccio IRB dovranno calcolare due input:
la probabilità di insolvenza (PD) e la perdita attesa dopo l’inadempienza LGD input importante che varia al variare delle garanzie prestate .
Con il metodo IRB la banca sarà in grado di quantificare e stimare correttamente un coefficiente di rischio per ogni impresa .
L’accordo Basilea 2 prevede che gli Istituti di Credito che si avvalgono dei metodi IRB vengono premiati, rispetto a quelli che rimangono agganciati al metodo standard: a parità di qualità delle esposizioni, ad esse viene infatti richiesto di possedere un capitale di vigilanza inferiore ed i costi del denaro per i clienti sono destinati ad essere influenzati dal processo di stima del rischio (quindi dal rating a loro attribuito).
Per una impresa è fondamentale che il rapporto CV / EAD (capitale di vigilanza da accantonare) sia il più basso possibile , infatti più basso è il Capitale di vigilanza accantonato e minore sarà il costo per l’impresa .
E’ utile che le imprese che se lo possono permettere cerchino le banche che, stimano il rischio con criteri IRB, perciò vengono premiate in termini di minore capitale di vigilanza che devono stanziare, e sono pertanto in grado di applicare condizioni migliori.
Le imprese che sapranno accorgersi di questo processo e avranno la forza di cercare la banca che fa per loro saranno quelle che beneficeranno dell’introduzione dell’Accordo.
FONTI:
Basilea2: Come ragioneranno le banche di Marco Lorenzo Riva – Diamint.com Srl Editore
Basilea 2 :La possibile svolta positiva per le PMI (Gabriele Sabato) Rivista Basilea 2 n. 2 aprile-giugno 2005 -Editrice le Fonti
Le informazioni contenute nel presente articolo sono state predisposte dalla Plan Consulting come ulteriore servizio reso ai nostri Visitatori.
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Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto
L’ adozione dei principi contabili internazionali da una parte e l’ entrata in vigore di Basilea 2 dall’ altra, rappresentano una vera e propria rivoluzione epocale che porterà un profondo cambiamento nel rapporto banca-impresa ed una nuova metodologia di analisi dei bilanci.
In particolare con Basilea 2 il rapporto banca-impresa dovrà basarsi sulla maggiore chiarezza informativa possibile. Per le banche diventerà fondamentale poter misurare correttamente i parametri che entrano nel calcolo del rating e ciò dipenderà direttamente dalla possibilità di raccogliere e gestire i dati necessari.
Oltre alle informazioni di natura quantitativa esposte nei bilanci aziendali, saranno fondamentali anche conoscenze di tipo qualitativo, ad esempio relative all’ imprenditore e al suo management, alla bontà dell’ iniziativa, al contesto economico in cui l’azienda opera e la posizione strategica che essa ricopre.
L’ insieme delle informazioni raccolte dovranno fornire un quadro completo sull’ impresa, sia dal punto di vista patrimoniale e finanziario, sia sotto l’ aspetto degli obiettivi di crescita e delle prospettive di mercato. Da questo punto di vista il business plan è lo strumento ideale per mezzo del quale il flusso informativo tra banca ed impresa trova la più corretta espressione.
Questa è la vera chiave del nuovo rapporto banca-impresa, che dal 2007 dovrà improntarsi su: maggiore correttezza e trasparenza nelle operazioni creditizie, una più stretta collaborazione affinché la banca possa valorizzare nel rating le peculiarità di ogni azienda.
Una maggiore trasparenza informativa è indispensabile inoltre per ottenere un rating realistico ma, soprattutto, per evitare che l’azienda sia “ostaggio” di valutazioni empiriche ed a volte approssimative.
Quindi, se Basilea 2, con l’introduzione di nuove misure di rischio creditizio, aiuta la valutazione di una banca nei confronti delle imprese, i principi contabili internazionali aiutano le imprese a rendere più trasparenti i propri bilanci.
In particolare Basilea 2 induce le imprese ad effettuare una valutazione sulla propria situazione finanziaria, economica e patrimoniale differente rispetto al passato in modo da ottenere il parere favorevole della banca nell’ ottenimento del credito. Questa nuova ottica induce già le aziende a riorganizzarsi e a rivedere gli indici di bilancio al fine di ottenere l’ esito favorevole per la concessione del credito, poiché si potrebbe verificare l’ ipotesi in cui dall’analisi di bilancio si ricaverebbero dei risultati espressivi di una non sana gestione che impedirebbero alla stessa di usufruire del credito.
L’ analisi di bilancio deve essere vista con i suoi riflessi positivi nel senso che un analista in seguito agli indici ottenuti può dare all’impresa dei preziosi suggerimenti relativamente alle scelte da intraprendere.
Pertanto non può essere eseguita più un’ analisi della gestione aziendale in modo superficiale ma questa deve essere lo strumento guida di indirizzo delle scelte aziendali.
Fino ad oggi siamo stati interessati da una visione statica dell’ azienda mentre da adesso in poi ci troveremo in una realtà dinamica.
In altri termini il nuovo bilancio non deve fotografare l’ azienda solo ad una certa data bensì deve divenire uno strumento di informazione finanziaria per tutti gli operatori economici.
Con l’ introduzione degli IAS/IFRS il bilancio da strumento rigido è diventato flessibile con lo scopo di proiettare l’ impresa al futuro.
Fonti:
- Rivista ” Basilea 2-verso un nuovo rapporto banca-impresa, n.3 maggio-giugno 2006, articolo di Rosita Donzì, editrice “Editrice Le Fonti S.r.l”;
- Rivista ” Basilea 2-verso un nuovo rapporto banca-impresa, n.4 luglio-agosto 2006, articolo di Rosita Donzì, editrice “Editrice Le Fonti S.r.l”;
Le informazioni contenute nel presente articolo sono state predisposte dalla Plan Consulting come ulteriore servizio reso ai nostri Visitatori. Esse costituiscono solo una introduzione generale alla materia e pertanto Vi raccomandiamo di richiedere un parere legale o consulenziale specifico riferito al concreto caso di specie prima di prendere qualsivoglia provvedimento basato sulle informazioni qui contenute.
La Plan Consulting declina ogni responsabilità derivante da eventuali provvedimenti presi o non presi sulla base di quanto riportato nel presente articolo.
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A cura di Dott.ssa Alessandra Gervasi Ufficio Finanziamenti Plan Consulting
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