3 Trucchi per combattere gli sprechi in azienda
Come dico sempre quando parlo di sprechi aziendali per misurarli ed iniziare a combatterli serve partire dalle cose semplici.
Innanzitutto è bene pensare che ogni inefficienza o carenza significativa dovrebbe essere valutata.
Per ottenere le misurazioni di questi oneri occorre conteggiare tutti i costi extra che in una condizione normale non ci sarebbero stati, misurando per esempio le ore perse, i materiali scartati, le spese doppie.
La contabilità direzionale svolge un compito efficace solo se è di reale supporto nella gestione dei costi, agendo sulle loro cause, sia in anticipo che in modo simultaneo.
A proposito di ciò può essere interessante introdurre le filosofie del Target costing e del kaizen costing.
Ciao, è con piacere che ti presento il mio nuovo Ebook “La Pianificazione Aziendale” Edito da Bruno Editore Casa Editrice Leader per gli ebook per la formazione in Italia .
La Pianificazione Aziendale è uno strumento strategico di fondamentale importanza. Eppure,spesso è anche il primo che viene a mancare nelle piccole e medie imprese.
Anche senza pianificazione ogni impresa può andare avanti più o meno bene rincorrendo o sottostando all’andamento delle variabili di mercato.
In questi ultimi mesi ho visto varie realtà aziendali , anche se con dirigenti concentrati sull’innovazione ripensare al loro modo di investire il denaro aziendale.
Infatti in altri tempi migliori proprio come mi diceva uno di loro del settore meccanico , per migliorare la produzione ,non avrebbe esitato ad acquistare un mucchio di attrezzature nuove spendendo un gran quantità di soldi.
Dei finanziamenti e prestiti invece cosa si dice? Innanzitutto sembrerebbe che i provvedimenti presi dagli stati non migliorano la stretta creditizia senza precedenti che stanno attuando le banche.
Di conseguenza l’accesso al credito di famiglie ed imprese resterà difficile. Ma come?
Sembra una cosa strana , purtroppo, anche se in maniera diversa, la sostanza è grossomodo quella scritta nel titolo.
Più che dare i soldi a chi ha i soldi, l’affermazione corretta è dare i soldi a chi può dimostrare di avere una capacità di reddito per poter rimborsare i finanziamenti.
Il richiedente deve avere adeguate garanzie per poter assicurare la banca, che se il debitore non paga, l’Istituto potrà rivalersi su altri beni..
Quindi se chiedi un finanziamento devi avere o redditi abbastanza buoni che dimostrino di poter pagare il finanziamento, oppure garanzie adeguate che possono consistere in immobili, soldi liquidi, magari (come piace ai finanziatori) investiti in obbligazioni della banca finanziatrice, oppure fideiussioni di terze persone (genitori, nonni, parenti,) che abbiano un reddito o patrimonio tale da lasciare tranquilla la banca.
Per quanto riguarda le aziende occorre sapere che dal 01.01.2008 è entrato in vigore. L’accordo di Basilea 2 che ha introdotto la novità che la Banca per decidere se dare credito o no all’impresa dovrà misurare le rischiosità attraverso lo strumento del RATING (valutazione del merito creditizio)
Per l’assegnazione del Rating assumono importanza il tipo di informazioni ottenute dalle imprese che possono essere ricavate dal bilancio di esercizio dalle dichiarazioni dei redditi, dal comportamento dell’andamento bancario e in misura inferiore dalle valutazioni di business plan, budget economici e finanziari e dati informativi personali.
Come devono muoversi le imprese ?
Ciò che fa la differenza è la gestione finanziaria che non dovrebbe essere fatta occasionalmente, ma in maniera regolare, i finanziamenti non vanno mai chiesti all’ultimo momento o almeno io lo sconsiglio sempre ..
L’impresa tramite una programmazione finanziaria deve puntare ad avere sempre gli affidamenti giusti per avere di continuo a disposizione i soldi in maniera da evitare di andare in extrafido, che penalizzerebbe il ns. Rating e di conseguenza la ns. capacità di credito e il ns. costo del denaro.
A Cura di Patrizio Gatti, Consulente di direzione aziendale
Autore di “Amministrare l’Azienda”
Articolo pubblicato il 09.10.2008 su www.giacomobruno.it
Il Controller, pressato dalle sempre più competitive circostanze, deve tendere all’utilizzo di sistemi più evoluti di contabilità direzionale e sacrificare un po’ di tempo alla contabilità generale ed agli aspetti fiscali dedicandolo alla conoscenza di tecnologie delle attività produttive e degli aspetti organizzativi dei nuovi processi, al fine di rientrare nel team di management che tutela ed assicura il valore aggiunto che il Cliente potrà cogliere.
Le imprese giapponesi sono state le prime ad attuare il vantaggio competitivo della produzione snella che indica il minor consumo delle risorse impiegate ad ogni livello organizzativo, ottenendo il massimo rendimento grazie all’esatto impiego dei flussi produttivi, riducendo al minimo il magazzino (just in time e kanban) e valorizzando il miglioramento continuo dell’intera organizzazione (kaizen).
L’accordo di Basilea II lascia alle banche la libertà di usare metodi di stima differenti purchè in essi siano considerati gli stessi principi di valutazione, per cui si avvicinino a risultati simili.
In questo post mi interessa farti porre l’attenzione sulle derivanti dall’andamento del rapporto bancario quindi dai dati interni del rapporto e dai resoconti ottenuti da Centrale dei rischi e CRIF
Dalle notizie ricevute, la Centrale restituisce ogni mese un flusso personalizzato, con il quale viene fornita la posizione totale a livello di sistema dei singoli clienti contenente uno scoring,
Per tutte le imprese, anche le più piccole e meno strutturate, è quindi ancora più importante evitare di imbattersi in irregolarità di condotta, investendo su tecniche di programmazione finanziaria













