Mentre leggevo le notizie Ansa e Asca mi sono chiesto se di alcune cose che stanno succedendo ce ne siamo resi conto solo ora…
Certo che diventa difficile in questo clima favorire gli investimenti, e ci vuole davvero il coraggio ,la capacità e la perseveranza dell’imprenditore .
Ho preso spunto da alcune notizie che sono apparse online :
La Regione Toscana per fronteggiare la crisi mette in campo una nuova misura molto interessante e cioè garanzie per finanziamenti alle aziende per pagare gli stipendi per un anno .
Oltre che a ridare la notizia ormai nota dal 23 febbraio 2010 , mi preme sottolineare che probabilmente solo le imprese che avranno adeguati parametri di bilancio potranno accedervi .
Al momento non conosco ancora i dettagli ed aspetto come tanti con gloria l’uscita del bando ,con la speranza, proprio come sembra, che sia davvero un’ottima iniziativa da imitare anche da parte delle altre regioni italiane.
Vedendo però le altre misure per il rilascio di garanzie per la liquidità che sono state chiamate ” anticrisi “ , in realtà ,molte piccole imprese non hanno potuto accedervi per per la mancanza dei parametri di bilancio richiesti .
Quindi come già scritto in altri post , occorre sottolineare di fare attenzione all’importanza dei dati aziendali anche per poter accedere alle agevolazioni .
Volevo inoltre chiederti cosa ne pensi , se trovi anche tu che questa Misura anticrisi sia davvero molto interessante e se conosci altre iniziative del genere in Italia.
Adesso per i dettagli Ti lascio al post di Alessandra
ciao Patrizio Gatti
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Toscana – Prestiti alle aziende per pagare gli stipendi la prima del genere in Italia.
La Regione Toscana per fronteggiare la crisi mette in campo una nuova misura.
Finora la Regione aveva garantito alle imprese prestiti per far fronte alla carenza di liquidità, per acquistare nuove scorte, per trasformare debiti da breve a medio o lungo termine, per estinguere prestiti e per nuovi investimenti.
Circa due settimane fa un mio cliente mi presenta il giovane titolare di una piccola azienda metalmeccanica con un fatturato medio annuo di circa 1,5 milioni di euro, per analizzare la sua situazione finanziaria e per verificare se ci fosse stata la possibilità di seguirlo per l’elaborazione di un business plan per una ristrutturazione aziendale.
Il problema ?
All’inizio 2009 l’impresa ha preso una commessa importante circa 300.000 euro da un cliente che sino a quel momento non aveva mai dato segni di insolvenza .
Alle prime scadenze dei pagamenti il committente non ha pagato poi ha cominciato a chiedere rinnovi su rinnovi anche con effetti e poi ha iniziato a mandare indietro insolute anche le cambiali.
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Nonostante le varie misure per combattere la crisi nel rapporto banca - impresa non è cambiato molto.
Spesso ci troviamo di fronte a un “muro contro muro” basti vedere le decisioni unilaterali sulla commissione di massimo scoperto.

Il Decreto anti-crisi di gennaio ha stabilito la “nullità” della CMS se il saldo del conto corrente resta a debito per un periodo inferiore a 30 giorni oppure se il cliente non ha un’ apertura di credito.
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Il Governo nelle scorse settimane ha dato il via agli Osservatori sull’erogazione del Credito consegnando il controllo ai Prefetti

Ci sono naturalmente come in tutte le cose i favorevoli ed i contrari .
Per esempio in un sondaggio che ho preso dal sito del Corriere della sera http://www.corriere.it
ad oggi il 42,7% dei votanti si è detto a favore contro il 57,3% che ha votato a sfavore.
Questo è un argomento che mi interessa molto , che spero possa servire affinchè , il sistema bancario continui a rendere possibile alle imprese del paese ed anche alle famiglie un normale accesso al credito , la cui ingiustificata contrazione potrebbe seriamente pregiudicare ogni prospettiva di veloce superamento dell’attuale difficile congiuntura economica.
Piccoli imprenditori forse cominciano a sentirci per le richieste di finanziamento? Qualcosa si sta muovendo anche se lentamente.

Dal 9 aprile 2009 Il Fondo di garanzia del Medio Credito Centrale per le piccole e medie imprese ammonterà a 1,6 miliardi di euro e consentirà di erogare, grazie alla ponderazione zero, finanziamenti per 70-80 miliardi.
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Si ok Patrizio Parla come mangi !! ma cosa vuol dire tutto ciò per le imprese ???
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In sostanza significa che le banche e i Consorzi fidi potranno essere co-garantiti dallo Stato per le concessioni dei finanziamenti, quindi più aziende dovrebbero essere finanziate con garanzia pubblica .
Dovrebbe essere possibile ottenere finanziamenti di acquisti scorte, reintegrazioni di liquidità, aperture di credito a breve, Finanziamenti per il consolidamento dei debiti il tutto anche a costi inferiori in quanto le Banche essendo garantite hanno a loro volta la possibilità di diminuire i tassi .
Quindi ??
Lo strumento è sicuramente straordinario e buono .
Aspettiamo però tutti il 9 aprile per avere il via e …..vedremo se siamo di fronte ad un aiuto concreto per chi ne ha veramente bisogno.
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Ciao e…fammi sapere le tue impressioni con un commento
A presto
Patrizio Gatti
Ieri mi è arrivata una e-mail che mi diceva in sostanza : “ Siamo una piccola azienda non ci danno i soldi in banca cosa dobbiamo fare? Ci parlano di riduzione delle concessioni di prestito e’ vero o è una scusa ?”
E’ chiaro che purtroppo non posso dare consigli senza conoscere dettagliatamente la situazione quindi in casi particolari invito ad una maggiore precisione utilizzando anche il modulo dei contatti.
Rimango naturalmente, e più che volentieri a disposizione per conoscerci reciprocamente dopo un primo contatto tramite e mail anche tramite Skype.
Ritornando all’articolo Purtroppo Ti mettiamo davanti una realtà contrastata cioè che effettivamente sembrerebbe esserci Il Credit Crunch ovvero il taglio del credito bancario?

Sicuramente i dati non possono essere negati e per questo ho preso alcune notizie ANSA che parlano chiaro .
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(ANSA) – ROMA, 7 FEB
Confartigianato, e’ allarme credito Aumentano da banche richieste ingiustificate rientro prestiti
- La crisi del credito sta strangolando le imprese, piccole e grandi, in Italia. E’ l’allarme lanciato dalla Confartigianato. Che ha elaborato uno studio su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat, da cui emerge che la crisi costa 12,5 miliardi l’anno alle imprese, in maggiori interessi imposti agli imprenditori rispetto al calo del tasso di riferimento. Inoltre, tra novembre 2007 e novembre 2008 i prestiti delle banche alle imprese individuali sono diminuiti del 2,6%.
Fonte : http://www.ansa.it
07-02- 2009- 11:34 Censis: per le famiglie +24 mld Maggiore disponibilita’ per calo rate mutui e prezzi energia (ANSA) –
Nel 2009 le famiglie italiane avranno a disposizione +24 mld grazie al calo delle rate dei mutui e dei costi dell’energia. Questa maggiore disponibilita’ potrebbe non significare una conseguente ripresa dei consumi: secondo il Censis infatti i consumatori sembrano ancora incerti su come orientare questa maggior disponibilita’ di denaro.
Intanto sotto il peso della crisi le banche frenano i prestiti e a farne le spese sono soprattutto le pmi e le famiglie.
Fonte :http://www.ansa.it/
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Concludo con una considerazione presa da un articolo uscito sul sito http://www.ilsole24ore.com
Lo dice Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit che dice parlando della funzione delle banche.:
«Siamo come le industrie farmaceutiche, solo che non c’è il dottore che prescrive il prodotto e siamo noi stessi che abbiamo anche questo ruolo». «Qualsiasi prodotto una banca vende, sta vendendo del rischi”

E intanto chi ha i debiti tribola a pagarli e chi ha i soldi non sa come investirli,
in ogni caso pensando sempre e comunque in positivo si risalira’ e si uscira’ tutti sicuramente da questa “agonia “.
E tu cosa ne pensi, lasciami un tuo parere
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