Sistemi di Gestione

“Oltre la qualita’, Oltre i rischi, Oltre la crisi” : Sei invitato al Seminario gratuito !!!

Ciao , il mese di Dicembre comincia per me con un importante impegno, infatti sarò uno dei relatori al seminario “Sistema integrato: oltre la qualità, oltre i rischi, oltre la crisi”, organizzato da Asint srl che si terrà Mercoledì 05 dicembre 2012 presso la Sala Conferenze dell’ Autorità Portuale di Marina di Carrara (MS).

 

Io tratterò in specifico l’argomento su come il miglioramento continuo e la lotta agli sprechi possono ben integrarsi con la Qualità Totale per portare più efficienza in azienda.

Il seminario è a partecipazione gratuita, ma con iscrizione obbligatoria tramite invio entro il 3/12/2012 dell’apposito modulo presente sul sito www.asint.it.

Share
Read More

D.Lgs 231/01:Responsabilita’ amministrativa di impresa: E le aziende sempre piu’ si cautelano!

D.Lgs 231/01 – Responsabilità d’ impresa


Le recenti cronache giudiziarie hanno portato all’attenzione del pubblico la legge 231/2001, materia sinora sconosciuta ai più, che introduce per la prima volta nel nostro ordinamento la Responsabilità d’ impresa. Una vera e propria novità!


Share
Read More

IL CONTROLLO DI GESTIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Il decreto legislativo 267/2000 è il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali e codicizza la decennale opera del legislatore iniziata con la legge 142 del 8 giugno 1990

Particolare attenzione è rivolta al controllo di gestione quale strumento in grado di garantire

1. la realizzazione degli obiettivi programmati;

2. la corretta ed economica gestione delle risorse pubbliche;

3. l’imparzialità ed il buon andamento della Pubblica Amministrazione (P.A.);

4. la trasparenza dell’azione amministrativa.

Il controllo di gestione è definito:

la procedura diretta a verificare lo stato di attuazione degli obiettivi programmati e, attraverso l’analisi delle risorse acquisite e della comparazione tra i costi e la quantità e qualità dei servizi offerti, la funzionalità dell’organizzazione dell’ente, l’efficacia, l’efficienza ed il livello di economicità nell’attività di realizzazione dei predetti obiettivi.” (art. 196, comma 2, T.U.E.L. 267/2000).

E’ utile ricordare cosa si intende per efficacia, efficienza ed economicità (3E):

1. efficacia: esprime il rapporto fra il prodotto di una determinata attività e l’obiettivo assegnato sia dal punto di vista qualitativo e quantitativo, che dal punto di vista temporale;

2. efficienza: esprime il rapporto fra il costo (risorse consumate ovvero input) ed il prodotto di una determinata attività (output);

3. economicità: esprime il grado di copertura dei costi di gestione per ogni singolo servizio attraverso un determinato ammontare di proventi generati dal servizio stesso.

La realizzazione avviene in 3 fasi:

1. elaborazione di un piano degli obiettivi;

2. rilevazione dei dati inerenti ai costi e ai proventi e dei dati riguardanti i risultati raggiunti;

3. valutazione complessiva dell’attuazione degli obiettivi e misurazione dell’efficacia, dell’efficienza ed economicità dell’azione.

L’attività di controllo è di supporto alla gestione e deve essere orientata al miglioramento continuo che può avvenire tramite:

1. meccanismi di feed-back che confrontano i dati consuntivi e gli obiettivi programmati e consentono di prendere decisioni al fine di migliorare la programmazione e l’attività futura;

2. meccanismi di feed-forward che analizzano l’attività in corso di svolgimento e consentono di intervenire sulle condizioni che portano ai risultati richiesti.

Questo controllo dovrebbe essere (il condizionale è d’obbligo) un sistema gestionale orientato ai risultati, attraverso un’attenta pianificazione ed un monitoraggio costante e trasversale ad ogni attività, che coinvolga i singoli servizi ed i loro responsabili. Gli obiettivi devono essere concertati tra organi politici ed amministrativi coinvolti (giunta e responsabili dei servizi) ed essere orientati al perseguimento delle finalità dell’ente.

In sostanza, fattori qualitativi, indicatori di efficienza, efficacia, economicità vanno indirizzati nell’ottica di una generale ottimizzazione del servizio pubblico, utili alla programmazione, al monitoraggio della gestione, al riscontro delle previsioni iniziali ed alla valutazione dell’operato dei dirigenti e del personale: gli indicatori ad esempio devono essere chiari ed intelligibili, poiché un numero troppo elevato di indicatori può creare confusione e non convenire ad una ponderata interpretazione.

Importante per la P.A. è non essere autoreferenziale: l’impulso all’ottimizzazione non deve essere visionato ed analizzato solo dall’interno e per solo scopi interni (non è un tutto per sé), ma deve coinvolgere i cittadini, le imprese, gli enti territoriali e diversi altri stakeholders.

A questo proposito, il modello privato di controllo di gestione coglie aspetti a tutto tondo, analizzando le dinamiche gestionale dal punto di vista economico, finanziario, organizzativo e qualitativo.

Si è discusso tanto sulla trasposizione del modello privato di controllo di gestione al modello pubblico. Ovviamente vi sono difficoltà di carattere legislativo, contabile e “tradizionale”, ovvero di quella difficoltà ad adattarsi al nuovo tipico di un sistema amministrativo “pachidermico” di concezione Weberiana. Il cambiamento, e più in particolare le modificazioni nei rapporti tra poteri, professionalità, e posizioni sociali nell’ente, crea conflittualità di carattere organizzativo, sia a livello individuale che di gruppo, che vanno a rispecchiarsi nei risultati finali (output).

Il modello privato adotta un sistema orientato alla diminuzione dei costi e alla valorizzazione dei servizi e del personale incaricato: questa necessità di trasporre il controllo di gestione di carattere imprenditoriale alla P.A. è supportata oltremodo dal fatto che la nuova autonomia degli enti locali ha imposto una restrizione delle risorse finanziarie. La legge costituzionale 3/2001 ha infatti imposto autonomia finanziaria di entrata e di spesa agli enti locali: è giunta l’ora di muoversi con le proprie gambe, portando all’attenzione della P.A. un’efficace analisi delle propria attività.

L’autogoverno delle risorse, l’efficienza della spesa, il miglioramento della qualità dei servizi erogati, il soddisfacimento della collettività e l’effettiva assunzione della responsabilità della gestione dei servizi costituiscono i punti essenziali del progetto di cambiamento dell’attività di qualsiasi ente locale.

Il controllo di gestione deve essere un intervento correttivo e non uno strumento ornamentale.

Fonti:

– Management Pubblico, G. Costa e S. De Martino, Etaslibri Milano, 1985.

– Risorse Umane e cambiamento organizzativo negli enti pubblici, M. Giannini e M. Bonti, Sviluppo & Organizzazione, n° 162/1997.

– Il controllo di gestione nella P.A. locale, P. Morigi, Maggioli Editore, 2001.

Per rimanere aggiornato con questo blog iscriviti ai Feed RSS

E tu cosa ne pensi ? Lascia il tuo commento

===========================================

Ti è interessato questo articolo?

Ricevi i continui aggiornamenti sulla gestione aziendale Iscrivendoti gratuitamente alla nostra Newsletter

Iscriviti subito e ricevi anche un Omaggio

Nome:
Email:
Rispettiamo la tua privacy e detestiamo lo spamming quanto te: il tuo indirizzo non sarà comunicato, ceduto o prestato a NESSUNO. Ogni e-mail di aggiornamento conterrà un link da cui potrai cancellarti facilmente e con un solo click.
Consenso al trattamento dei dati personali e sensibili ai sensi del T.U. Privacy (D.Lgs. 196/03).

===========================================


Diventa Fan su Facebook alla ns. pagina “Mondo d’impresa “

Share
Read More