sviluppo sostenibile

Bonus del 55% per il risparmio energetico sino a tutto il 2010

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Riprendiamo un argomento molto interessante trattato nel post precedente .

Confermato anche quest’ anno e per tutto il 2010 il bonus del 55% per il risparmio energetico.
Unica differenza è che per le spese sostenute dal 1 gennaio 2009 la detrazione andrà ripartita in cinque anni, anziché in tre o dieci.
Una rigidità questa che, come è facile comprendere, in rari casi, potrà danneggiare i beneficiari.

Molti contribuenti, con il regime precedente, sceglievano la rateazione in tre anni per sfruttare al massimo la detrazione.

Ma per gli interventi più costosi, o per chi aveva redditi molto bassi, poteva essere più vantaggioso spalmare il bonus su dieci annualità.

Ora questa pianificazione “a lungo” dello sconto non è più possibile e  potrebbe portare problemi ai soggetti cosiddetti “incapienti fiscalmente” cioè con un’ imposta dovuta  più piccola della detrazione.

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In questo caso la parte di bonus che non si riesce a recuperare in sede di dichiarazione dei redditi andrà persa e non potrà essere portata a scorporo degli anni successivi.

Per ovviare ad una situazione di questo tipo è consigliabile  spalmare la detrazione tra più soggetti, ad esempio i due coniugi, in modo che ciascuno nella propria dichiarazione dei redditi potrà ottenere il massimo del beneficio.
L’altra novità riguarda la comunicazione che il contribuente deve fare all’agenzia delle Entrate. I termini e le modalità di come effettuarla saranno stabiliti da un provvedimento che verrà diffuso entro il 28 febbraio.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com

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A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra

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Fotovoltaico – Finanziamenti per Energie Rinnovabili

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Tra le fonti di energia rinnovabili quella solare è indubbiamente la più importante e su cui si concentra maggiormente la ricerca.

Ciò e dovuto al fatto che trasformare l’ energia solare in energia elettrica e calore è estremamente vantaggioso in termini sociali, ambientali ed economici.
L’ energia solare fotovoltaica è una fonte inesauribile di energia pulita, completamente gratuita che permette di produrre elettricità secondo le proprie esigenze con costi di manutenzione minimi e soprattutto un impatto ambientale quasi nullo.
Unico svantaggio è il costo iniziale che ricade completamente sul consumatore finale. Fortunatamente i governi più avveduti, a seguito degli accordi di Kyoto, hanno legiferato a favore dello sviluppo del fotovoltaico compensando con incentivazioni gli svantaggi iniziali.
In Italia periodicamente vengono emessi bandi a livello regionale, provinciale o comunale  che danno la possibilità di finanziare il 20-30% dell’ investimento con contributi a fondo perduto. A livello statale il sistema di incentivazione è il Conto Energia.
Si tratta di un sistema di incentivazione alla produzione di energia elettrica che se immessa nella rete nazionale viene retribuita o, se autoconsumata , viene scalata dalla propria bolletta conseguendo un guadagno pari alla differenza tra costo al dettaglio del KWh e quello all’ingrosso.
Non meno importanti sono gli incentivi derivanti dalla Finanziaria 2008 che prevede una detrazione del 55% ripartibile in 3 anni dei costi sostenuti per il fotovoltaico e i benefici derivanti dall’ applicazione di un’ IVA agevolata del 10% anziché del 20% per gli impianti solari termici

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In relazione all’efficienza energetica ecco che elenco un bando emanato dal

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per il finanziamento di progetti di ricerca finalizzati ad interventi di efficienza energetica e all’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile in aree urbane, per il quale sono stati stanziati € 10.000.000,00.

BENEFICIARI
Possono presentare domanda di contributo imprese associate, anche in forma temporanea. L’associazione deve comprendere enti pubblici di ricerca la cui quota di partecipazione non sia superiore al 50%.

COSTI AMMISSIBILI
a.    Spese per ricercatori o esperti in materia per la definizione del progetto;
b.    fornitura di software, hardware e strumentazioni di misura strettamente necessari all’ ottenimento dei risultati;
c.    competenze tecnico-scientifiche per lo sviluppo della ricerca;
d.    competenze per la valutazione dell’ impatto potenziale, in termini energetici, ambientali e di incremento della qualità dell’ ambiente urbano;
e.    realizzazione di prototipi;
f.      campagne di diffusione dei risultati,

Il costo complessivo di ogni singolo progetto presentato dovrà essere non inferiore a 300.000 Euro e non superiore a 3.000.000 Euro.

La dura del progetto di ricerca dovrà essere non inferiore ai 12 mesi e non superiore ai 24 mesi.

La scadenza è quella del termine delle risorse messe a disposizione, verranno ammesse all’istruttoria le domande che risultano spedite a partire dalla data di pubblicazione del comunicato del Bando in Gazzetta Ufficiale (23 dicembre u.s.) per un periodo non superiore a cinque mesi.

Per le modalità consigliamo di verificare direttamente nel sito del ministero o di contattarci tramite il ns. form

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A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra

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Sviluppo sostenibile- Quali incentivi ???(introduzione)

Parliamo oltre che di controllo gestionale per le aziende anche di energia e soprattutto a me interessa inoltrarci in ciò che sono gli incentivi e finanziamenti per questa importante materia  .

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Solo da alcuni anni si è iniziato a parlare di Sviluppo Sostenibile, ma cosa si intende esattamente per Sviluppo Sostenibile e soprattutto come siamo arrivati a questo concetto?
Per migliaia di anni l’ uomo ha dovuto modificare l’ ambiente circostante per creare uno spazio adeguato in cui vivere, quella che potremmo definire una correlazione inversa tra l’ uomo e l’ ambiente naturale. Solo nella seconda metà del novecento con l’ emergere dei gravi fenomeni di inquinamento globale come l’ effetto serra e il buco dell’ ozono, e la scarsità delle risorse si è arrivati al concetto di Sviluppo Sostenibile.
Il mondo è cambiato, le esigenze dell’ uomo sono cambiate e anche il concetto di sviluppo è cambiato.

Lo Sviluppo Sostenibile è “uno sviluppo che risponde alle esigenze del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie”. Non si tratta come molti credono, di una negazione della crescita bensì di una crescita economica rispettosa dei limiti ambientali.

Da qui la necessità di sviluppare fonti di energia rinnovabili. Investire in energie alternative è diventata oggi una necessità non solo perché le fonti tradizionali, petrolio, carbone ecc, sono in via di esaurimento ma soprattutto perché l’ inquinamento che deriva dalla loro combustione sta rovinando il pianeta, rendendolo invivibile.
Il perché utilizzare le fonti rinnovabili è molto semplice.  Le fonti rinnovabili per loro caratteristica intrinseca sono inesauribili, non inquinano, fanno risparmiare e per di più attualmente sono incentivate in varie forme sia dallo Stato che dagli enti locali.
L’ Italia si sta muovendo in questa direzione solo in questi ultimi anni e si trova indietro rispetto ad altri paesi europei che hanno colto il problema molto prima.
Tale ritardo è stato provocato dal generale disinteresse della politica italiana nei confronti delle fonti rinnovabili e dello sviluppo sostenibile, che non ha sviluppato adeguati meccanismi di incentivazione.

Basti pensare che l’ Italia che è definita  il “Paese del sole” nello sfruttamento dell’ energia solare si vede superata da paesi che si trovano più a nord con un’ insolazione nettamente inferiore come ad esempio Germania e Svezia che hanno fatto del risparmio energetico un cavallo di battaglia grazie soprattutto ad una politica di forti incentivi.

A cura di Dott.ssa Alessandra Gervasi
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