Banche-Imprese-Commissioni:Muro contro Muro !!!

Nonostante le varie misure per combattere la crisi nel rapporto banca –  impresa non è cambiato molto.
Spesso ci troviamo di fronte a un “muro contro muro” basti vedere le decisioni unilaterali sulla commissione di massimo scoperto.
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Il Decreto anti-crisi di gennaio ha stabilito la “nullità” della CMS se il saldo del conto corrente resta a debito per un periodo inferiore a 30 giorni oppure se il cliente non ha un’ apertura di credito.

I conti correnti saranno adeguati alle nuove norme ma questo non significa che le banche rinunceranno ad una forma di ricavo legata allo scoperto. Ecco che la soppressione della CMS sta andando di pari passo all’ introduzione di altre commissioni o comunque ad una riorganizzazione della struttura commissionale che la banca applica appunto ai fidi e agli scoperti di conto.
Commissione per scoperto di conto, recupero spese per ogni sospeso, commissione per istruttoria urgente, onere per passaggio a debito nel trimestre ecc: questi sono soltanto alcuni dei tanti travestimenti introdotti dalle banche nel tentativo di mascherare un’ altra realtà.
La CMS è tornata! Dalla finestra in silenzio dopo essere uscita dalla porta principale.
Ci fanno sorridere le commissioni introdotte da alcune banche.

Il MPS, secondo una politica di razionalizzazione e tutela del cliente, ha introdotto per esempio un corrispettivo sull’ accordato pari al 3,75%. Ma quando lo scoperto non è stato concordato all’ inizio e si va in rosso è stata introdotta una commissione per istruttoria urgente massima di 100 Euro a trimestre e pari a 50 Euro per scoperti da 100 a 3.000 euro e 100 Euro per scoperti superiori a 3.000 Euro. E’ proprio qui che viene meno la proporzionalità! Sia che vado in rosso di 200 euro che di 3.000 avrò una spesa richiesta di 50 Euro.
Per i clienti invece che vanno in rosso non oltre i 100 Euro non è applicata alcuna commissione. E’ pur vero che i 100 Euro sono una soglia troppo facile da sconfinare quindi anche in questo caso, seppure apprezzabile il tentativo, non parlerei di una vera e propria tutela.

Ancora più divertente è la commissione introdotta dalla BNL. Il cliente non affidato che va in rosso paga il tasso di interesse più una commissione fissa di 12,50 Euro per ogni episodio di sconfinamento pari a 20 Euro. Si può andare in rosso anche occasionalmente, magari a fine mese, ad esempio per un ritardo nell’ addebito dello stipendio o della pensione. La soglia delle 21 Euro è alquanto ridicola!
Si dovrebbe iniziare a ragionare in termini di credito responsabile: chi ha un fido deve sapere quali sono i costi e cosa succede se ci si indebita eccessivamente. Dall’ altro lato è corretto che la banca richieda spese a chi ha un fido a disposizione perché per loro tiene aperta una linea di credito ma sinceramente chiedere spese a persone che vanno in rosso magari per 50 Euro solo occasionalmente lo ritengo molto esagerato.

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A cura di Dott.ssa Alessandra Gervasi Ufficio Finanziamenti Plan Consulting

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2 comments

  1. Gian Piero Turletti

    Ancora un volta, nulla di nuovo sotto il Sole.

    Il meccanismo, tipicamente italiano, è sempre quello…
    A cosa mi riferisco?
    Al famoso detto: travata la legge, scoperto l’inganno.

    Richiamando anche quanto già indicato in un mio precedente commento, mi pare importante evidenziare come, definita per legge la nullità di talune clausole contrattuali, ecco che gli istituti bancari, con tutta la fantasia possible ed immaginabile, consentita dalla creatività degli addetti agli uffici legali, cosa fanno?
    Semplicemente modificano qualche terminologia, o stanno quel tanto nei confini della legge, per non prestarsi ad attacchi giuridici.
    Per fortuna, si può ribadire un concetto:
    giudici e giuristi, almeno sotto questo
    profilo, possono svolgere un ruolo importante.

    Visto che in Italia non prevale un vuoto formalismo giuridico, ma un orientamento che potremmo definire sostanzialistico, si individua in talune nomre, in taluni itsituti giuridici, anche ciò che è stato espressamene vietato, pur con altra denominazione.
    Di qui la possiblità di declaratoria di nullità di clausole che solo sotto il profilo formale non violano la legge, ma sotto quello sostanziale, con tutta evidenza, invece la violano, e non poco.

    Gian Piero Turletti
    autore di “Progetto Azienda”.

  2. Antonio I

    E’ sempre esistito che chi ha i soldi ,il potere fa tutto ciò che vuole .
    Quindi un qualcosa che doveva servire a far risparmiare i normali, invece ingrasserà ancora una volta i potenti.

    Un saluto a tutti Antonio

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