Signoraggio e Banche: Ma quanto ci guadagnano???

“Se manca il denaro basta crearlo”   John Maynard Keynes


In questo blog abbiamo sempre parlato di argomenti che interessano principalmente le Aziende , controllo di gestione, rapporto Banca Impresa .

Oggi faccio uno strappo alla regola per affrontare un argomento che manifesta sempre più interesse  : Il Signoraggio .

Ma cosa è il Signoraggio e quali sono le sue conseguenze?

Il Signoraggio è lo scarto che c’è tra valore nominale del denaro ed il costo della tipografia per stampare il denaro.

Stando a quello che viene detto nel video pubblicato su Italia 1 nel Programma  “Mistero ” , Lo Stato paga  a chi stampa le banconote il valore nominale +valore carta + lavoro .

Esempio 100 € costano 101,20 € , quindi il debito pubblico è destinato a salire  senza mai fermarsi …..

A questo punto ti lascio al video e ti aspetto con il tuo commento

ciao Patrizio

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2 comments

  1. Gian Piero Turletti

    Il signoraggio rappresenta un tema particolarmente diffuso on line e non solo.
    Secondo diverse teorie, come quelle indicate nel video, lo stato o le banche centrali si approprierebbero indebitamente, a danno dei cittadini, del cosiddetto reddito da signoraggio, legato alla creazione di base monetaria.
    Ma domandiamoci cosa ci sia di realmente vero in tutto ciò.
    Per rispondere a tale interrogativo, tema che indubbiamente ha destato molte polemiche, anche a livello giuridico, dobbiamo considerare tre temi interconnessi, anche se autonomi:
    creazione di moneta scritturale, signoraggio, validità economica di monete diverse rispetto a quelle riconosciute ufficialmente a livello statale.
    Il signoraggio nasce, storicamente, come diritto degli stati sovrani ad incamerare un reddito, collegato alla creazione di moneta, diritto che poi, successivamente, viene esteso alle banche centrali, una volta che a queste ultime vengono trasferite le relative funzioni.
    In epoca moderna, parte del finanziamento dei debiti pubblici avveniva, effettivamente, con la creazione di moneta, ma questo, come confermato da diverse teorie macroeconomiche, comportava una situazione di consistente inflazione.
    La moneta, infatti, storicamente, rappresentava il valore delle riserve di metallo prezioso dello stato, e quindi una maggior presenza di base monetaria rappresentava quote sempre maggiori dello stesso valore.
    In base a tale processo, si determinò, ad esempio, la crisi economica della repubblica di Weimar, cui conseguì la dittatura nazista.
    Dopo un certo periodo, anche a fronte di insufficienti riserve auree, si decise di uscire dal sistema della conversione, in particolare dopo gli accordi di Bretton Woods, e da allora si pone il problema di capire da cosa sia rappresentato il valore della base monetaria.
    Non più, evidentemente, dalla riserva aurifera, ma dal valore della produzione nazionale, costituito dal complesso di beni e sevizi di un paese.
    Anche in questo caso, tuttavia, continua a sussistere il problema di una produzione monetaria che causa inflazione.
    Infatti, a fronte dello stesso valore della ricchezza di un paese, maggior base monetaria significa una moneta che assume un valore inferiore, in quanto quota minore di quella ricchezza.
    Proprio a fronte delle problematiche dianzi esposte, l’attuale ricorso al signoraggio non può essere considerato come soluzione ai problemi di deficit e debiti pubblici.
    Per questo motivo, si è deciso di ancorare la produzione di nuova moneta all’emissione di titoli del debito pubblico.
    In pratica, a fronte di una determinata produzione di M1, lo stato ricorre alla produzione di M2 ed M3, cioè titoli del debito, che contemperano eventuali possibili effetti inflazionistici.

    Quanto precede serve a comprendere l’attuale sistema di signoraggio in europa, dopo la creazione dell’euro.
    Alla zecca dei singoli stati è rimasta la facoltà di creare monete metalliche, sulle quali il diritto di signoraggio, che va allo stato, è molto ridotto.
    La creazione di carta moneta è appannaggio unico della BCE, che distribuisce i proventi da signoraggio alle singole banche centrali dei diversi paesi, in proporzione alla quota rispettivamente detenuta nella BCE:
    nel caso dell’Italia, questa quota è del 12,5%, e quindi i relativi diritti di signoraggio, pro quota, vanno a questa.
    I soci della Banca d’Italia sono soprattutto banche private, e solo in parte enti pubblici.
    Ma, a differenza di tante tesi complottiste che circolano, nessuno di questi soggetti ottiene chissà quale guadagno dal signoraggio.
    Infatti, sul guadagno da signoraggio si pagano le imposte allo stato, e dopo le imposte, per statuto, ai soci della Banca d’Italia solo sino ad un massimo di 15.600 euro vengono distribuiti gli utili da signoraggio.
    Quindi, la maggior parte del reddito è incamerato dallo stato.
    Questo reddito è collegato all’emissione di titoli di stato, e quindi lo stato stesso non si arricchisce,per così dire, in quanto come contropartita si rende debitore.
    Tutto questo serve a regolare la creazione di nuova moneta, senza che vi siano quei privilegi da signoraggio, che molte teorie complottiste vedono.
    Non privilegi della Banca d’Italia, che trattiene solo un limitato guadagno dal signoraggio, in quanto poi la parte consistente va allo stato.
    Ma neppure delolo stato, che emette titoli del debito pubblico.
    In altri termini, e più semplicemente, le teorie che condannano banche centrali e stati, come indebiti detentori del signoraggio, a danno dei cittadini, avevano ragione di sussitere, solo quando, a fronte della creazione di moneta, non si pagavano imposte, o non si emettevano titoli del debito pubblico.
    Ora, come si deve, non è più così.
    Per quanto riguarda poi il discorso su monete diverse rispetto a quelle riconosciute a livello statale, come dall’esperienza di Auriti, si deve osservare che queste non hanno un vero valore economico.
    Siffatte esperienze, infatti, non collegano queste monete a titoli del debito, e così tali monete non possono essere internazionalmente accettate e, comunque, anche nell’ambito della piccola comunità che le accetta, si ripropongo, in piccolo, esperienze già viste, ad esempio, nella repubblica di Weimar.
    Sotto il profilo giuridico, peraltro, è del tutto pacifico che spetti solo allo stato sovrano regolare la base monetaria ed ovviamente alcun altro tipo di moneta può essere creato.
    Tesi, come quelle di Auriti, sono sempre state bocciate non solo da giuristi in dottrina, ma anche a livello girurisprudenziale.

    Discorso diverso, invece, riguarda la cosiddetta moneta scritturale.
    Il sistema bancario crea moneta scritturale, consentendo prestiti per importi che sono un multiplo, rispetto ai soldi posseduti.
    In pratica, si imprestano soldi a leva, e questo meccanismo è stato permesso, in quanto se si fosse limitato l’importo dei prestiti al solo denaro effettivamente posseduto dalle banche, vi sarebbe stato uno sviluppo molto più limitato del sistema economico nel suo complesso.
    Per questo motivo ecco il sistema della leva finanziaria, che però nulla ha a che vedere con la creazione di moneta da parte di zecche e banche centrali.
    Questo sistema di creare credito a leva, spiega poi anche perché, in presenza di una crisi, si assista al fenomeno del delevarage.
    Se, infatti, le banche vedono diminuire di un tot le loro riserve, hanno necessità di ridurre i crediti concessi in misura che è un multiplo dei soldi a loro disposizione.

  2. Prestiti 4Credit

    Ne avevo sentito parlare ma ricordo quel servizio di Mistero: interessante, purtroppo. è un sistema assolutamente pessimo

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