Misure anticrisi per facilitare l’accesso al credito per le imprese

Dal 9 aprile sono diventate operative le nuove misure anticrisi varate dal Governo che prevedono la possibilità di ottenere finanziamenti a medio termine con garanzie a favore delle imprese da parte dello Stato .

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La misura è estremamente importante per l’accesso al credito di quelle imprese che necessitano di una ristrutturazione del debito o di un sostegno agli investimenti.

La cosa che vorrei sottolineare è che questo intervento porta ad una vera e propria ristrutturazione dei rapporti tra banche e le imprese.
Poiché lo Stato “copre” le eventuali perdite che gli istituti di credito possono avere nei confronti delle imprese (fino ad un massimo dell’80%), è interesse degli istituti stessi modificare i rapporti in essere utilizzando la garanzia del fondo. In questo modo mitigano il rischio specifico e liberano risorse che altrimenti avrebbero dovuto accantonare per  Basilea 2.
Dall’ altro lato, le imprese stanno vivendo un momento particolarmente difficile e delicato.

E’ un momento di seria rivisitazione delle strategie finanziarie. Devono ristrutturare il debito, consolidare e rinegoziare le condizioni per effetto del ridotto rischio che gli istituti di credito si accollano. Quindi le banche devono fare il loro mestiere e le imprese devono utilizzare al meglio questo strumento per rafforzarsi finanziariamente.

Chi ne ha il maggior vantaggio?
· le imprese che hanno bilanci in ordine (idonei per il requisito previsto dal fondo: imprese economicamente e finanziariamente sane).
· le imprese che hanno capacità di dialogare con il sistema anche in presenza di una crisi temporanea;
· le imprese che hanno una strategia finanziaria di breve, medio e lungo periodo.

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A presto

A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra

Ufficio Finanziamenti agevolati Plan Consulting

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One comment

  1. Gian Piero Turletti

    Due ordini di considerazioni: tempistica ed effetto crisi sulle imprese.

    Qnato alla tempistica, le misure diventano operative in un momento in cui anche la borsa sembra aver segnato i propri minimi di lungo termine.
    Anche questo è un importante segnale anticipatore dela fase economica che, unitamente ad altri, come il livello raggiunto da indici economici compositi, come quello manifatturiero statunitense, pare indicare che tra settembre e fine anno dovremmo asssitere ad un’inversione anche di fase economica.

    Più probabilmente, diciamo che i minimi dell’atuale fase economica si sono già raggiunti, ma non si è ancora assissito ad una vera e propria ripresa generalzzata, quanto alla fine della discesa di vari indicatori economici.

    Se, quindi, una ripresa è alle porte, occorre tuttavia, sotto il profilo dell’effetto crisi sulle imprese, anche dire che diverse imprese, con bilanci più che in ordine nella fase precrisi, hanno però risentito di quest’ultima, con effetti anche sui rispettivi bilanci.

    Penso, quindi, che sia non del tutto appropriato chiedere quel rigore di bilancio, che si pretendeva prima della crisi.
    Anche perchè significherebbe limitare le garanzie pubbliche, tramite strumenti consortili, solo a quelle aziende che, probabilmente, ne hanno meno bisogno, avendo attraversato indenni, o quasi, la crisi stessa.

    Del resto, non dimentichiamoci che la crisi, per diverse imprese, ha significato sopratutto diminuzione del fatturato ed incremento degli insoluti, con conseguente peggioramento delle condizioni, inerenti alla liquidità aziendale, fattore tenuto particolarmente in conto da Basilea, tra l’altro.

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