Contribuenti minimi….sempre conveniente?Alcuni Vantaggi e Svantaggi!

Contribuenti minimi….sempre conveniente?

Nel cercare di rispondere ad un nostro affezionato lettore, Ugo Bernasconi,  alla domanda fatta nel commento all’articolo “Piccola azienda-Impresa individuale o che forma giuridica??”  , colgo l’ occasione per riprendere un argomento già trattato nel blog e cioè il Regime dei contribuenti minimi.
Rimane inteso che l’ utilità del regime dei contribuenti minimi è da valutare caso per caso con il proprio professionista di fiducia.

Posso dirti, in generale, che è consigliato per:
– piccole partite Iva, professionisti ed imprese, che operano nel settore dei servizi ed hanno pochi costi da scaricare;
– chi ha conseguito ricavi inferiori a 30.000 euro;
– coloro che non hanno effettuato esportazioni;
– coloro che non hanno sostenuto spese per lavoratori dipendenti, o assimilati, né corrisposto compensi ad associati in partecipazione con apporto di solo lavoro;
– coloro che nel triennio precedente non abbiano acquistato beni strumentali, anche tramite locazione e leasing, per un ammontare superiore a € 15.000.
L’ applicazione del nuovo regime non sempre è conveniente! Vediamo quindi quali sono i principali vantaggi e svantaggi.

Vantaggi del nuovo regime fiscale (Fonte: Agenzia delle entrate http://www.agenziaentrate.gov.it )

1) Irpef e addizionali
Non sono più dovute Irpef e addizionali regionali e comunali.
Il nuovo regime comporta l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 20 per cento sul reddito, calcolato come differenza tra ricavi o compensi e spese sostenute, comprese le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all’impresa o alla professione.
Il reddito si determina applicando il principio di cassa, il che comporta un’immediata e integrale rilevanza dei costi, anche quelli inerenti i beni strumentali. Dal reddito si possono dedurre per intero i contributi previdenziali, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell´impresa familiare fiscalmente a carico e quelli versati per i collaboratori non a carico ma per i quali il titolare non ha esercitato il diritto di rivalsa.
E´ ammessa la compensazione di perdite riportate da anni precedenti.
Le perdite fiscali successive possono essere portate in diminuzione dal reddito conseguito nei periodi d´imposta seguenti, ma non oltre il quinto.
2) Iva
Esonero dagli adempimenti ai fini Iva: niente versamenti, dichiarazioni, comunicazioni, tenuta e conservazione dei registri.
Attenzione: Le fatture devono essere emesse senza l´addebito dell´Iva e non si detrae l´Iva dagli acquisti: conseguentemente, l´Iva si trasforma in un costo deducibile dal reddito.
3) Irap
Esenzione da Irap con conseguente azzeramento totale dei costi connessi al tributo.
4) Studi di settore
Esclusione dall’applicazione degli studi di settore e parametri con il vantaggio sotto il profilo della riduzione dei costi e degli adempimenti connessi.
5) Adempimenti documentali
Esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili. Esonero dall´invio degli elenchi clienti e fornitori.
Resta soltanto obbligatoria:
· la numerazione e la conservazione delle fatture d’acquisto e delle bollette doganali;
· la certificazione dei corrispettivi;
· la conservazione dei documenti emessi e ricevuti;
· l´integrazione delle fatture di acquisto intracomunitario o in regime di reverse charge;
· la titolarità di un conto corrente bancario o postale.
Svantaggi
Bisogna pagare un’ imposta fissa senza poter beneficiare di deduzioni e detrazioni. Non è possibile, infatti, “scaricare” spese sanitarie, interessi sul mutuo prima casa, assicurazioni vita/infortuni, spese veterinarie, spese per ristrutturazioni edilizie, contributi a fondi pensione, ecc.
Non è possibile detrarre l’IVA sugli acquisti e nel caso in cui viene superato il limite dei 30.000 Euro per oltre il 50% (quindi se si superano i 45.000 € di ricavi) sorgono una serie di complicazioni: è necessario tenere i registri IVA e versare l’IVA anche sulle fatture già emesse (effetto retroattivo).
In conclusione possiamo affermare che il nuovo regime non è poi così favorevole anzi, in alcuni casi anche fiscalmente più oneroso. E’ pertanto necessario valutare caso per caso in relazione al volume d’ affari presunto, all’ attività esercitata, agli acquisti ed alla tipologia della clientela.

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A cura di Dott.ssa Alessandra Gervasi Ufficio Finanziamenti Plan Consulting

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One comment

  1. Gian Piero Turletti

    Sicuramente, l’eventuale convenienza va vista caso per caso.

    Tra i vari punti della normativa, mi pare importante l’applicazione di un criterio “di cassa”, che evita i problemi connessi all’alternativo principio “per competenza”.

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