Troppi Interessi passivi ? Cosa fare per non fare ” Ingrassare ” le Banche?

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Riprendo il post precedente “Troppi Interessi bancari ? Come trovare un Indicatore utile all’Azienda anche senza essere esperti! ” nel quale avevo introdotto sulla base di due esempi reali quale è l’importanza di controllare l’indice di incidenza degli oneri finanziari che si calcola :

 

Incidenza Oneri Finanziari in % = (Oneri Finanziari /Fatturato ) x 100

 

Come e cosa si doveva fare per non buttare via soldi e regalarli alle banche?

 

Per prima cosa viene logico e spontaneo dire di andare a ricontrattare le condizioni applicate dagli istituti di credito .

La questione non era impossibile , ma era abbastanza difficile, in quel momento,  per entrambe le società , perché tutte e due avevano rating ai limiti della sufficienza .

Perché le aziende non avevano una buona valutazione Bancaria (Rating) ?

 

Caso 1 : L’ Azienda A

 

La ditta commerciale aveva un grosso punto debole : sconfinava periodicamente e ripetutamente sui conti correnti . La società utilizzava molto poco i conti anticipi fatture e riba .

Infatti in alcuni periodi dovuti alle stagionalità la società commerciale andava fuori fido di conto corrente e quindi pagava interessi e commissioni di extrafido  ai limiti dell’usura.

Ciò, oltre ad appesantire gli oneri finanziari, faceva perdere il potere contrattuale con le banche in quanto lo sconfinamento oltre il fido concesso dalla Banca creava un peggioramento del punteggio di rating sia nell’istituto di credito che in tutto il sistema bancario grazie alle segnalazioni della centrale rischi.

E questo cosa comportava:

 

Che quando l’imprenditore o chi per lui andava in banca a chiedere una diminuzione dei tassi si sentiva dire dal funzionario di turno:

“Non posso diminuire le  Condizioni , poiché hai un rating che non è sufficiente a chiedere miglioramenti “

Da notare che da un punto di vista economico l’azienda in questione non presentava grosse difficoltà .

Negli ultimi tre anni analizzati aveva il risultato operativo (risultato prima della gestione finanziaria ,straordinaria e delle imposte ), sicuramente migliorabile, ma in linea con le aziende concorrenti .

L’azienda A ,  nonostante il non buono trattamento ricevuto dalle Banche aveva una buona liquidità nei mesi di maggiore vendita anche perché incassava la maggior parte dei ricavi tramite corrispettivi perciò con pagamento immediato .

Nei mesi invece con meno ricavi la società utilizzava  tutta la liquidità creata nei mesi precedenti  sino ad arrivare ad utilizzare i fidi superando spesso il 90% del concesso e andando per l’appunto in certi casi fuori fido.

Cosa serviva fare allora?

Una delle soluzioni  per evitare gli extrafidi era di verificare tramite una pianificazione di cash flow , di quanto poteva avere effettivamente bisogno di fido nelle stagioni “basse “ in modo da chiedere in tempo il tipo di finanziamento adeguato e limitare oltre che ai costi,  gli sconfinamenti e migliorare così il rating.

Una volta poi che, piano piano migliorava la situazione finanziaria e il rating, occorreva sempre essere costanti a controllare le condizioni bancarie applicate  ritrattandole periodicamente .

In questo modo si poteva nel tempo migliorare la situazione finanziaria e di conseguenza con il miglioramento del rating si poteva arrivare anche alla diminuzione dei costi bancari.

 

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Caso 2 : L’Azienda B

 

La società del settore metalmeccanico ,  utilizzava molto il conto anticipi fatture e il conto riba .

 

 

In pratica anche se l’impresa del settore metalmeccanico aveva una buona rotazione del circolante, cioè aveva un buon rapporto tra incasso clienti , pagamento fornitori e rotazione del magazzino , aveva l’utile della gestione caratteristica insufficiente a coprire tutti gli oneri finanziari e le imposte .

Infatti l’Azienda B negli ultimi anni riusciva a fare utili solo grazie ad alcuni ricavi straordinari come sopravvenienze o plusvalenze , quindi il tutto dovuto non alla gestione ordinaria .

 

Quindi che fare?

 

L’azienda era scivolata nella “corsa infinita ”  al fatturato per finanziarsi con  gli anticipi di tutto il fatturato e non avrebbe mai  potuto diminuire significativamente   gli interessi passivi inoltre : 

 

 

Quindi oltre al controllo periodico delle condizioni applicate dagli istituti di credito è stata impostata un’azione di rivisitazione del ciclo produttivo con l’obiettivo di aumentare i margini e controllare maggiormente i costi fissi.

Queste operazioni portando al miglioramento del risultato operativo , avrebbero poi permesso di avere nel tempo più liquidità a disposizione per poter gestire meglio i pagamenti e di conseguenza migliorare i flussi finanziari senza ricorrere al 100% di anticipo sul fatturato,  in modo anche di diminuire   gli oneri ed interessi bancari.

 

E Tu controlli l’incidenza degli oneri finanziari sul fatturato nella Tua Azienda?

 

Cosa avresti fatto o cosa faresti in casi simili a questi?

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