Societa’ :Bonus aumenti di capitale – Diamogli un’occhiata!

Bonus aumenti di capitale…


Il bonus sugli aumenti di capitale rientra nel quadro degli interventi disposti dalla manovra d’ estate ( Decreto–Legge n.78/2009 ) a favore delle imprese.

La norma in esame ha per obiettivo il rafforzamento del patrimonio delle società mediante immissione di nuove risorse da destinare all’attività di impresa.

A tal fine consente alle società di escludere da imposizione fiscale il 3 per cento degli aumenti di capitale di importo fino a 500.000 euro perfezionati da parte di persone fisiche dal 5 agosto 2009 al 5 febbraio 2010 mediante conferimenti.

L’esclusione da imposizione fiscale è applicabile ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP ed è riconosciuta per il periodo di imposta in cui l’aumento di capitale è perfezionato e per i quattro periodi di imposta successivi.
Vediamo più nel dettaglio i soggetti interessati, gli aumenti di capitale ammissibili, gli effetti dell’ agevolazione e la possibilità di cumulo con altre agevolazioni.

Soggetti interessati
Beneficiarie dell’agevolazione sono innanzitutto le società di capitali (società per azioni, società in accomandita per azioni e società a responsabilità limitata) nonché i soggetti costituiti in forma societaria sottoposti alla disciplina delle società di capitali quali ad esempio le società cooperative. Possono beneficiare dell’agevolazione anche le società di persone che svolgono attività d’impresa e, quindi, le società in nome collettivo e le società in accomandita semplice titolari di redditi d’impresa.
Non assume alcuna rilevanza ai fini dell’agevolazione il settore economico di riferimento o la dimensione aziendale delle società beneficiare.

Aumenti di capitale ammissibili
Per quanto concerne gli aumenti di capitale, sono agevolabili:
– i conferimenti effettuati da persone fisiche a fronte della sottoscrizione di azioni o quote in sede di costituzione o di aumento del capitale sociale;
– i versamenti a titolo di soprapprezzo effettuati da persone fisiche all’atto della sottoscrizione di azioni o quote;
– i versamenti in denaro a fondo perduto eseguiti da soci persone fisiche, che non comportano obblighi di restituzione da parte della società, e la rinuncia incondizionata dei soci al diritto alla restituzione di crediti verso la società.
Gli aumenti di capitale ammissibili  sono quelli perfezionati a decorrere dal 5 agosto 2009 (data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge n. 78 del 2009) e fino al 5 febbraio 2010 (termine finale).

Occorre precisare che:
1)    i conferimenti e i versamenti, in qualunque forma, devono essere effettuati mediante modalità che consentano di verificarne con certezza la data in cui sono avvenuti e il relativo importo (ad esempio, mediante versamento nel conto corrente acceso dalla società destinataria presso un istituto di credito).
2)    nell’ipotesi in cui, nel periodo di riferimento, siano perfezionati aumenti di capitale di importo complessivamente superiore al limite massimo, l’agevolazione trova applicazione limitatamente all’importo di 500.000 euro.

Effetti dell’ agevolazione

Per gli aumenti di capitale «si presume un rendimento del 3 per cento annuo che viene escluso da imposizione fiscale per il periodo di imposta in corso alla data di perfezionamento dell’aumento di capitale e per i quattro periodi di imposta successivi».
Il rendimento presunto è calcolato forfetariamente applicando l’aliquota del 3 per cento sull’importo dell’aumento di capitale perfezionato ed effettivamente versato al termine del periodo di imposta. Se il periodo che va dal 5 agosto 2009 al 5 febbraio 2010 comprende due periodi di imposta, occorre calcolare distintamente gli aumenti di capitale e i versamenti riferibili a ciascuno dei due periodi di imposta.

Il rendimento presunto “viene escluso da imposizione fiscale”. Per quanto riguarda le imposte sui redditi, l’agevolazione è fruita apportando una variazione in diminuzione della base imponibile del reddito di impresa del periodo di imposta di perfezionamento dell’aumento di capitale e nei quattro periodi di imposta successivi. La detassazione opera indipendentemente dal risultato di esercizio ottenuto, utile o perdita.
L’agevolazione consiste nell’esclusione dal reddito di impresa di un importo determinato in funzione degli aumenti di capitale, ottenuta mediante una variazione in diminuzione del reddito imponibile. Ai fini fiscali, l’effetto che ne deriva si sostanzia in una riduzione d’imposta che non assume autonomo rilievo per la determinazione del reddito stesso.

Cumulo con altre agevolazioni

Nella norma non è prevista la non cumulabilità  per cui si ritiene che  l’agevolazione sia cumulabile con altre misure; ad esempio è compatibile con la  Tremonti-ter  che prevede la  detassazione degli investimenti per l’acquisto di macchinari.

( Fonte:www.agenziaentrate.gov.it )

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A cura di Dott.ssa Alessandra Gervasi Ufficio Finanziamenti Plan Consulting

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7 comments

  1. Gian Piero Turletti

    La defiscalizzazione, in termini di riduzione della base imponibile, di forme di aumento di capitale mi pare particolarmente significativa per il nostro paese, caratterizzato da una cronica sottocapitalizzazione di moltissime imprese.
    Probabilmente, è stato tale fattore a contribuire in misura determinante ad un non sufficiente sviluppo economico, anche in periodi non di crisi economica, in quanto minori capitali a disposizione dell’impresa significano anche minori investimenti.

    Al tempo stesso, penso che le condizioni per usufruire della defiscalizzaizone siano un po’ troppo limitate, in quanto riferite solo ad aumenti effettuati da pesone fisiche, sopratutto in considerazione del fatto che gli aumenti più consistenti, invece, possono essere effettuati sopratutto dalle società, in particolare dalle SPA.
    Meglio, peraltro, sarebbe stato elevare il rendimento presunto almeno al 4,
    4.5 %.

    Quanto meno, le misure di politica fiscale intraprese rappresentano un primo passo, e speriamo quindi ne neguano altri più coraggiosi, per incentivare una maggior capitalizzazione delle imprese italiane.

  2. Ugo Bernasconi

    Buongiorno, grazie per l’articolo che reputo molto interessante. Proprio a questo proposito volevo condividere con Voi la mia esperienza. A fine hanno ho conferito del denaro nella mia Srl scopo patrimonializzazione e conseguente miglioramento del rating. A latere di questa operazione ho valutato le schede dei prodotti finanziari ad hoc pubblicate sui siti dei vari istituti e, con mia sorpresa, ho personalmente imparato che quanto pubblicizzano non corrisponde al vero. Difatti si parla di finanziamenti chirografari pari sino ad un massimo di 4 volte la quota versata (con delle limitazioni) in funzione del rating, poi al lato pratico il rapporto si traduce in 1:1 ed in alcuni casi con garanzia cofidi.
    Gradirei avere Vostri suggerimenti in merito.
    Cordialità

  3. Gian Piero Turletti

    Ciao Ugo.

    In effetti pare proprio che questa sia la realtà, almeno a livello statistico, di quanto offre il panorama italiano.

    Personalmente, avevo affidato una ricerca, per conto di talune imprese, finalizzata proprio a capire se e quanta disponibilità potesse esserci, da parte del nostro sistema bancario, per attivare strumenti finalizzati proprio ad una maggior capitalizzazione (e le imprese italiane sono sempre state messe sotto accusa, diciamo così, proprio dalle banche, per essere sottocapitalizzate).

    Quindi, pare di capire che non si esclude un impegno (futuro) a ricercare nuovi strumenti in tal senso, ma ora il panorama è quanto meno scarso di tali iniziative.

    Personalmente, mi viene in mente, tuttavia, uno strumento forse ancora non troppo conosciuto, a livello giuridico.
    Mi spiego.

    A suo tempo, quando ancora faceva parte di un precedente governo Berlusconi, Michele Vietti, noto avvocato civilista di Torino, ed uno dei leader dell’UDC, approvò, a suo nome, una riforma del diritto societario, che ha un po’ cambiato le cose.
    In particolare, fu prevista (e mi risulta tuttora in vigore) la possibilità anche di costituire autonomi patrimoni, cioè di dedicare specifiche risorse finanziarie a determinati progetti.
    Tali patrimoni assumono autonomia giuridica, e quindi non rientrano più nel patrimonio globale dell’impresa.
    Questo significa anche poter convogliare specifiche risorse su determinati progetti, a prescindere dal discorso sul patrimonio complessivo dell’impresa.

    A suo tempo, più che le banche, a livello assicurativo erano stati studiati alcuni strumenti per supportare
    il tutto con appositi contratti.
    Non ho poi più avuto modo di occuparmi della pratica applicazione di tale strumento, ma può senz’altro la pena verificare se presso banche, ma anche presso compagnie assicurative, si possano reperire risorse in tal senso.

    Credo che a suo tempo, l’idea fosse quella di prestare, da parte di compagnie assicurative, contratti analoghi a quelli sull’assicurazione dei crediti commerciali, per supportare, da parte di una o più banche, la destinazione di risorse finanziarie verso questo nuovo istituto, tra l’altro di più facile comprensione, rispetto ad un’idea di aumento di capitale sociale generalizzato.
    Mentre in questo secondo caso, infatti, la domanda di fondo è: “ma quali sono i progetti che l’impresa si pone, a fronte di un’ipotesi di aumento di capitale sociale?”, nel caso della destinazione a specifici progetti di risorse finanziarie, questo è già chiaro sin dall’inizio anche per eventuali finanziatori esterni.

  4. Ugo Bernasconi

    Buongiorno Gian Piero, grazie per la risposta. Confermo che il panorama è tuttora nebuloso, ho visto alchune schede prodotti specifiche (ricap business di Intesa) ma al lato pratico è il rating che condiziona l’indice di moltiplicazione. Sempre con questo istituto ho visto sul Corriere della Sera una pubblicità della Confcommercio “PREMIO FEDELTA'” che permette un accesso a strumenti finanziari dedicati alla patrimonializzazione e non solo.
    Resta il fatto che al momento le informazioni che si possono reperire “sul campo” siano insufficienti.
    Volevo sottolineare che “lavorando sul pezzo” ho avuto modo di imbattermi in situazioni comiche del tipo:
    Un istituto xxxxx fa pubblicità per capitalizzare le Pmi e dopo al lato pratico non offre strumenti finanziari adeguati a coloro, che come me, hanno fatturati inferiori ai 10mil di Euro.
    Anche questa è Italia.
    Cordiali saluti.

  5. avvocato del lavoro napoli

    Ottimo post, complimenti al web master. Ciao.

  6. Patrizio Gatti

    ciao Avvocato Benvenuto nel blog e grazie per il commento.
    Non sarebbe male se tu la prossima volta mettessi anche il tuo nome
    Ciao Patrizio

  7. Kelly Assicurazioni

    Devo dire che l’articolo è molto interessante e di semplice comprensione, sopratutto per chi come me si occupa di tutt’altra cosa e di conseguenza non ha molta dimestichezza e conoscenza di materia fiscale.

    Grazie per la semplicità con la quale avete trattato l’argomento le informazioni sono risultate veramente utili.

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