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Societa’ di persone?- Regime opzionale di tassazione

Riprendiamo a rispondere ai ns. amici lettori in particolare ancora a Giovanni vedi articolo precedente

Piccola azienda-Impresa individuale o che forma giuridica??

Società di persone

Per chi intende avviare un’ attività di limitate dimensioni con un numero ridotto di soci e di capitali costituire una società di persone (società semplice, società in nome collettivo, società in accomandita semplice) potrebbe essere la soluzione ideale.
Certamente rispetto alla ditta individuale c’è una perdita di autonomia decisionale e gestionale ma i vantaggi che ne conseguono sono molti.
Costi di costituzione e di gestione contenuti, nessun capitale minimo richiesto, minor rischio personale, procedure contabili agevolate e da non trascurare il vantaggio di poter “unire le forze”.
Da un punto di vista fiscale abbiamo un notevole risparmio Irpef in quanto l’ utile viene ripartito tra i soci (in base alle diverse quote di partecipazione), si somma quindi ciascun utile al reddito personale e si determina la propria quota Irpef.

Nelle società di persone il rischio maggiore deriva dal fatto che tutti i soci (ad eccezione degli accomandanti delle Sas) hanno responsabilità illimitata e solidale quindi in caso di fallimento i creditori possono rivalersi anche sul patrimonio privato dei singoli soci; non solo, se un socio non copre i debiti, saranno gli altri a doverne rispondere. È quindi fondamentale la scelta di soci.

Tale responsabilità è, però, sussidiaria. Ciò significa che può essere fatta valere solo dopo che il patrimonio sociale si sia rivelato insufficiente.

tasse-tassazione-imposte

Legge Finanziaria 2008 – Nuovo regime opzionale di tassazione

Per le società di persone e le imprese individuali in contabilità ordinaria la Finanziaria 2008 (art. 1 co. da 40 a 42), ha previsto la possibilità di optare per una forma di tassazione alternativa a quella prevista dalle precedenti norme.
Il nuovo regime prevede una tassazione separata dei redditi d’impresa con l’applicazione di un’ aliquota fissa pari al 27,5%, a condizione che gli utili prodotti rimangano in azienda.
Quest’ ultima condizione rappresenta un vero e proprio “handicap”. Nel momento in cui gli utili vengono prelevati per essere utilizzati a fini privati o distribuiti ai soci si torna alla tassazione progressiva scomputando a credito l’ imposta sostitutiva versata.

La possibilità di optare per la tassazione separata a partire dal periodo d’imposta 2008, necessita di una valutazione impresa per impresa, caso per caso: essa rappresenterà un vantaggio soprattutto per imprese con redditi piuttosto alti, non sembra adatta ad imprese con redditi medi-bassi.


E tu cosa ne pensi, lasciami un tuo COMMENTO

A cura di Dott.ssa Gervasi Alessandra

Ufficio Finanziamenti agevolati Plan Consulting

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