Il Controllo di Gestione e la sua importanza per la valutazione del Rating per le imprese, da parte delle Banche, con i nuovi Orientamenti dell’EBA

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Tempo di lettura: 5 minuti

Negli ultimi mesi, hai per caso notato una variazione nel modo di valutare le imprese da parte delle Banche?

Se effettivamente è stata applicata dalle banche, la grossa novità che forse dovresti aver notato,  è che, per le nuove richieste di finanziamento, dovrebbe essere data, dal sistema bancario, particolare importanza ad un approccio “forward-lookingorientato al futuro e non più basato su un approccio sui dati passati.

Ma questo perché?

L’ European Banking Autority” (EBA) nel maggio 2020 ha pubblicato le linee guida o “orientamenti” in materia di concessione e monitoraggio del credito, per contrastare la scarsa adeguatezza dimostrata  dalle regole passate ai fini della gestione del rischio di credito da parte delle Banche, col fine di diminuire la quantità di crediti deteriorati (NPLs).

Già dal 30 giugno 2021, gli orientamenti EBA, sono in vigore per l’applicazione sui nuovi prestiti ed anticipazioni e dal 30 giugno 2022 per l’applicazione delle esposizioni preesistenti; mentre dal 30 giugno 2024, le banche dovranno adeguare i loro modelli di monitoraggio del credito, per tutte le esposizioni.

Cosa comportano questi Orientamenti?

L’evoluzione delle nuove linee guida EBA, richiedono report previsionali e i flussi di cassa futuri diventano elementi base dei modelli di classificazione e valutazione dei crediti.
Uno sviluppo delle pratiche di affidamento basata sulla raccolta di:

• indicatori di tipo qualitativo
• indicatori economici e finanziari non solo ricavati dai bilanci passati, ma anche ottenuti da adeguati processi di pianificazione riguardanti dati prospettici.
• inclusione di valutazioni provenienti da analisi di scenario (effetti sul merito creditizio di eventi avversi)
• indicatori di prestazione ambientale, sociale e di governance (“Environmental, Social and Governance”-ESG).

Ai fini della valutazione della posizione finanziaria del cliente la Banca deve definire delle opportune metriche e indicatori finanziari ritenuti significativi sia in fase di istruzione della pratica di finanziamento,  che di successivo monitoraggio del rischio di credito, differenziando per classe di attività o per tipo di prodotto.

 

Ad esempio, gli indicatori principali elencati nella relazione delle line guida possono essere ):

  • equity ratio (capitale proprio/attività totali)
  • debt-to-equity ratio (a lungo termine)
  • EBITDA
  • debt yield (risultato netto di gestione/importo del prestito)
  • debito gravato da interessi/EBITDA
  • qualità dell’attivo
  • total debt service coverage ratio (EBITDA/servizio del debito complessivo)
  • cash debt coverage ratio (flusso di cassa netto generato dall’attività operativa diviso la media delle passività correnti della società in scadenza entro un certo periodo di tempo)
  • coverage ratio (totale delle attività correnti diviso per il totale del debito a breve termine)

La direzione intrapresa nella valutazione del merito di credito è quella di un deciso rafforzamento della prospettiva “forward looking”, in base alla quale ci si aspetta che l’analisi del “rating” venga compiuta con indicazioni in grado di segnalare le capacità prospettiche di generare flussi di cassa.

Tutto ciò, per funzionare, ha bisogno di un grande impegno da parte delle banche che dovranno rivisitare i processi di istruttoria, affidamento e anche monitoraggio dei rapporti di finanziamento.

Le linee guida si rivolgono alle Banche che dovrebbero poi ribaltare sulle imprese i comportamenti voluti dall’EBA, con lo scopo di migliorare la qualità creditizia dei nuovi prestiti.

A cosa dovrebbero dare importanza le Banche secondo le linee guida EBA ?

Le banche per andare incontro a quanto inserito negli Orientamenti EBA dovrebbero “dare enfasi” ai redditi e ai cash flow futuri del soggetto finanziato purchè siano presentati in documenti attendibili e realistici, e non alle garanzie, che non dovrebbero essere il criterio principale adottato per la concessione del finanziamento, ma assumeranno soltanto un ruolo complementare, così come descritto nel paragrafo 120 degli orientamenti EBA:

Nel valutare il merito creditizio del cliente, gli enti dovrebbero porre enfasi su una stima realistica e sostenibile del reddito e del flusso di cassa futuro del cliente, e non sulla garanzia reale disponibile. La garanzia reale non dovrebbe essere di per sé un criterio dominante per l’approvazione di un finanziamento e non può di per sé giustificare l’approvazione di un contratto di prestito.

Su cosa si baseranno le valutazioni della capacità di credito?

La capacità di credito si baserà sulle proiezioni finanziarie, gli istituti bancari devono assicurarsi che queste siano in linea con le aspettative del mercato infatti dovrebbero assicurare che le proiezioni finanziarie utilizzate nell’analisi siano realistiche e ragionevoli.

Quando gli enti bancari hanno dubbi sull’affidabilità di tali proiezioni finanziarie, dovrebbero realizzare le proprie proiezioni sulla posizione finanziaria e sulla capacità di rimborso dei clienti.

Proprio ai fini dell’ analisi della posizione finanziaria del cliente per ciò che riguarda, per esempio, le medie e grandi imprese, negli orientamenti EBA viene specificato che:
nell’ambito della valutazione del merito creditizio, gli enti dovrebbero considerare gli elementi che seguono:

• la posizione finanziaria attuale e prospettica, compresi i bilanci e la struttura patrimoniale, il capitale circolante, il reddito, il flusso di cassa e la fonte della capacità di rimborso per adempiere gli obblighi contrattuali, ad esempio la capacità di servizio del debito, anche in caso di possibili eventi sfavorevoli (cfr. anche l’analisi di sensibilità); le voci da analizzare dovrebbero comprendere, a titolo non esaustivo, il flusso di cassa disponibile per il servizio del debito della linea di credito in esame

•il risultato netto di gestione e la redditività, specialmente in relazione al debito gravato da interessi

• il livello di leva finanziaria, la distribuzione dei dividendi e le spese in conto capitale effettive e previste del cliente, nonché il suo ciclo di conversione di cassa in relazione alla linea di credito in esame.

Perciò le banche saranno obbligate proprio dall’EBA a utilizzare procedure rigorose di valutazione del merito di credito, sia nella fase di concessione che per la revisione ciclica dei finanziamenti.

 

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Che differenza c’è tra monitoraggio attuale e quello voluto dall’EBA?

La differenza tra il monitoraggio voluto dall’EBA e l’attuale monitoraggio continuo, è che il monitoraggio attuale andamentale, recepito come analisi dell’andamento del rapporto da parte del cliente andamento dei conti correnti, e andamento della Centrale Rischi, mentre il monitoraggio con gli indicatori di preallerta “early warning indicators” si basa su indicatori quantitativi e qualitativi, che rappresentano il primo concetto di cambiamento rispetto all’impostazione corrente nelle banche.

Il nuovo scenario raffigurato dalle linee guida EBA:

Il nuovo scenario comporta la necessità di una maggiore consapevolezza e sensibilità verso i modelli di pianificazione e programmazione economica finanziaria, quali per esempio budget di tesoreria, Business Plan.

Si può riscontrare che la centralità dei flussi di cassa prospettici, le valutazioni prospettiche forward looking, gli indici di allerta early warning, le analisi di sensitività e gli indici qualitativi, sono orientate all’aiuto delle imprese ad avere una continuità aziendale e proprio per questo sembra esserci un collegamento tra le linee guida EBA e il nuovo Codice della Crisi di Impresa.

In pratica per avere tutti i parametri e per essere finanziabili le aziende dovrebbero dimostrare di avere una continuità aziendale Going Concern”.

Cosa emerge da questo collegamento?

Emerge l’importanza dei sistemi di pianificazione economica e finanziaria e controllo di gestione ai quali, sempre più, le imprese dovrebbero in qualche modo avvicinarsi sia per ottenere credito in banca che per essere in linea con quanto richiesto dagli Adeguati Assetti previsti dall’art. 2086 del c.c.

Se una buona fetta delle aziende non avverte il bisogno di adeguarsi a questo nuovo modo di guardare la gestione aziendale, ho l’impressione che tutto ciò potrebbe essere percepito come un adempimento burocratico con il rischio che l’impresa demanderà il tutto ai professionisti, invece di vederlo come un percorso per utilizzare strumenti che potrebbero aiutare a monitorare e spesso migliorare la gestione economica e finanziaria futura dell’azienda..

 

E Tu cosa ne pensi?

 

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Fonti utilizzate e consultate per la redazione dell’articolo:
• Giacomo De Lauretis, Analisi finanziaria e processi del credito dopo le linee -guida Eba, Bancaria Editrice, 2021, Roma
• Giacomo de Lauretis, Le guidelines Eba su concessione e monitoraggio dei prestiti: profili critici e implicazioni per banche e debitori, in Bancaria,2021
• Relazione finale sugli Orientamenti in materia di concessione e monitoraggio dei prestiti, ABE/GL/2020/06 del 29/05/2020
• AIRFIRM,Associazione Italiana Financial Industry Risk Managers, Position Paper n.31, Economia Sostenibile: Rischi e opportunità per il Sistema Bancario Italiano, 2021
• AIFIRM- Associazione Italiana Financial Industry Risk Managers, RISCHIO DI CREDITO 2.0, POSITION PAPER 30, 2021

 

 

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